Chiarotto: «Galan dice tante stupidaggini»

Romeo Chiarotto, patron della Mantovani, risponde alle accuse lanciate da Giancarlo Galan: impossibile non sapesse del sistema Mose e del miliardo di fondi neri. «Ho letto anch’io tante cose non corrette. La verità è che ci sono stati quattro anni di indagini, fatte da tre pubblici ministeri validi e da 30-40 agenti della Guardia di Finanza. Che hanno passato al setaccio, in modo “pesante”, migliaia e migliaia di pagine del Consorzio Venezia Nuova». Ciò che è emerso da queste indagini è ben diverso da quanto dichiarato da Galan, sottolinea Chiarotto al Mattino di Padova: «hanno trovato che ci sono stati fondi neri per circa 40 milioni. Questi sono i fatti. Lo affermo perché l’Agenzia delle Entrate ha chiesto al Consorzio 23,5 milioni di euro. Quello che dicono certi personaggi discutibili, che parlano di un miliardo o anche di cento milioni all’anno sono tutte cose inventate».

E ribadisce che lui non sapeva nulla: «noi siamo entrati nel Consorzio nel 2003 quando il sistema Mose era già funzionante: io l’ho saputo a posteriori, leggendo i verbali. Per me l’ingegner Baita era una persona perbene. Nel 1993 gli avevo affidato la Mantovani che, grazie a lui, è diventata una cosa importante». E arriva la stoccata a Galan: «io ho sempre pensato che è meglio stare lontani dai politici. Galan mi aveva anche invitato al suo matrimonio, ma mi sono inventato una scusa e non ci sono andato. Ora sta dicendo stupidaggini, la storia del miliardo non sta in piedi. Mi consulterò con i miei legali e faremo un comunicato». Il Mose si farà: «gli amministratori straordinari hanno messo in carreggiata l’opera: le cose stanno andando bene. La prima bocca è già operativa. Dicono che l’inaugurazione avverrà nel 2018: io spero anche prima, se ci sono i soldi».

Tags: ,