Mose, Italia Nostra: ci saranno altri incidenti

L’associazione “Italia Nostra” giudica molto negativamente l’incidente occorso ad un “cassone” del Mose alla bocca di porto di Chioggia. «Lo scoppio del cassone – afferma una nota della sezione veneziana di Italia Nostra – non è il primo “inconveniente”, oltre tutto di costosissima riparazione, cui il Mose è andato incontro. E non sarà l’ultimo, se pensiamo alle cerniere che vincolano le paratoie ai cassoni, saldate e non stampate e quindi a rischio rottura, e alle lamiere delle stesse paratoie, non realizzate con il più costoso acciaio ma in lamiera».

«Senza parlare – aggiunge – dei costi della manutenzione, nemmeno quantificati correttamente al momento dell’inizio dell’opera, priva anche di un progetto esecutivo. Costi che il Comune valutava attorno ai 45 milioni l’anno, quasi la cifra che, negli anni d’oro in cui il Mose non c’era ancora ad assorbire i contributi statali, erano destinati alla necessaria manutenzione della città. E qualcuno pensa assommeranno a 60 o 100 milioni annui. Abbandonare il Mose adesso costerebbe allo Stato (e all’ambiente lagunare) infinitamente meno che tentare di farlo funzionare».