Mostra Cinema: 30 anni della Sic tra migranti e tribù

La 72 esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è ormai alle porte. Per il trentesimo compleanno della Settimana Internazionale della critica, rassegna relata al Festival con il compito proporre le più interessanti opere prima della cinematografia mondiale, verrà riproposta una delle scoperte più belle degli ultimi temi, “Orphans” di Peter Mullan. «Abbiamo chiesto a tutti gli iscritti al sindacato critici cinematografici di segnalarci tre titoli. L’idea era quella di fare un bilancio di tutti questi anni», spiega il direttore Francesco di Pace alla Nuova Venezia. L’autore ha accettato l’invito e sarà presente al Lido il 3 settembre. Il premio per il film più lungo se lo aggiudica “Jia”, firmato dal regista cinese Shumin: «il film racconta la Cina contemporanea, la sua modernizzazione e il conflitto tra la dimensione del regime comunista e la globalizzazione economica che sta interessando il paese. Malgrado la durata, si vede tutto d’un fiato», assicura il direttore della Sic.

«In questa edizione non ci sono commedie, per cui la scommessa è più difficile. Diversi lavori sapranno farsi voler bene dagli spettatori. Penso a un film girato in Nepal, “Khalo Pothi”. Ma soprattutto segnalo “Tanna”, una pellicola australiana ambientata in una isola del Pacifico. Una sorta di Romeo e Giulietta, interpretata dai membri di una tribù locale. Contiamo nella presenza al Lido dell’intero cast, sarebbe veramente un evento», prosegue di Pace. In chiusura, “Bagnoli Jungle” di Antonio Capuano che torna ai temi a lui cari e al suo territorio, Napoli. Presente nella rassegna un’altra opera italiana, “Banat” di Adriano Valerio: «racconta una storia di migrazione al contrario. Lo sguardo di questo giovane autore ci è sembrato inconsueto e quindi molto interessante», conclude.

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