Sacks: «giovani siate liberi, non fatevi ingabbiare»

«Siate sempre intellettualmente liberi, spontanei, creativi, non fatevi ingabbiare dalle paure, dalla scuola, da ogni cosa che minacci la vostra libertà di pensiero». Queste sono le parole di Oliver Sacks, durante una sua visita in Italia nel 2005. Sacks allora aveva 72 anni ed era professore di Neurologia clinica presso l’Albert Einstein College of Medicine e di Neurologia alla New York University School of Medicine. Fu invitato dagli organizzatori di “BergamoScienza” a parlare di “Cervello e Creatività”. Qualcuno gli chiese di spiegare il suo pensiero sulla scuola: «può essere estremamente stimolante o al contrario inibitoria». La sua esperienza personale «conta poco perchè ho sempre cercato di seguire le mie idee, quasi come un autodidatta». Ma ciò che conta, nella scuola «dipende soprattutto da un incontro con un’altra persona, il docente, che può essere estremamente positivo quando ti trasmette la sua voglia di sapere; oppure da un incontro, viceversa, negativo con qualcuno che possa sopprimere quel che di creativo c’è in te. Questo incontro resta il punto decisivo, il più importante».

Libertà assoluta ai giovani, quindi? «No. L’importante è capire che esiste uno stato di equilibrio fra struttura e libertà. Ed è questo stato di equilibrio, molto delicato, che va mantenuto perchè la scuola abbia risultati buoni: non deve esserci nè troppa struttura nè troppa libertà. Sennò, si cade rispettivamente o nell’inibizione o nel caos». Ma per essere creativi bisogna per forza essere ribelli? «Tutto ciò che è nuovo, rivoluzionario, può essere visto all’inizio come folle. E per dire o fare qualcosa di rivoluzionario, ci vuole uno che non abbia inibizioni sociali. Detto questo, la creatività non è certo una forma di pazzia. Anzi, è salute piena. Non si deve essere nè normali nè matti. Bisogna semplicemente cercare di essere delle persone, e non c’è un modo unico di esserlo».