Venezia, sindacato polizia contro film Celestini

«Un populistico attacco a chi è chiamato a rappresentare lo Stato». Così il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP, Franco Maccari, attacca in una lettera Ascanio Celestini, regista del film “Viva la sposa” che sarà presente alla 72/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e nel quale sono presenti riferimenti al caso di Giuseppe Uva, morto nella caserma Saffi di Varese nel giugno 2008 per presunte percosse, su cui c’è un processo a carico di due carabinieri e cinque poliziotti per omicidio preterintenzionale. Maccari riferendosi all’episodio come un «tragico fatto di cronaca», punta il dito contro i «concetti di “noi e loro” dove loro sono “le guardie” come le chiama lei, non ci fa che presagire l’ennesimo populistico attacco a chi è chiamato a rappresentare lo Stato».

Maccari, chiede sempre nella lettera a Celestini «se questa funzione della “guardia”, che lei dimostra di schifare ed apostrofa, come se dentro la divisa ci fossero degli automi cattivi, la ritenga necessaria oppure quali sarebbero le sue proposte alternative (con i crismi dell’infallibilità, ovviamente) affinché uno Stato democratico possa tutelare i cittadini onesti dai disonesti, siano essi piccoli, medi o grandi…Possiamo affermare che il suo film fa schifo, signor Celestini, glielo diciamo senza averlo visto, senza mai aver fatto gli attori, senza mai aver fatto un minuto di regia o di teatro…Affermiamo anche, senza avere alcuna competenza in merito, che lei recita come un cane e che dietro la macchina da presa fa ancora più pena. Stiamo solo esprimendo un’opinione, disinformata, completamente avulsa da una conoscenza reale ed anche piena di pregiudizi: quindi, secondo i canoni correnti, perfettamente legittima e legittimata a diventare autorevole, basta che faccia comodo…Ecco quanto si fa presto a sentenziare, con il pretesto dell’opinione, su cose che non si conoscono, soprattutto quando il pensiero ed il sentire comune vengono sollecitati non a capire le dinamiche dei fatti…Ad una tragedia si aggiunge il veleno dell’intenzionalità».