Veneto goloso: primo in Italia per consumo gelato

I Veneti sono pazzi del gelato, qualsiasi sia il gusto. A confermarlo, le statistiche: nella nostra regione se ne consuma il doppio rispetto al resto dell’Italia: 11,5 chili pro capite l’anno, contro i 6 di media nazionale. Il numero sempre maggiore di clienti ha risvegliato in molti lo spirito imprenditoriale e l’idea di reinventarsi gelatieri. Nei centri storici e nelle località di mare e montagna è possibile imbattersi in piccole e grandi catene di coppette-fai-da-te come “Mu” o brand di grande successo come “La romana” e “Grom”, da sempre sinonimi di guadagno.  «Tra poco ogni condominio avrà la sua gelateria», afferma d. Il successo dei brand rischia di oscurare i piccoli artigiani. «Dobbiamo continuare ad essere artigiani, usare i prodotti del territorio, solo così c’è ancora margine di guadagno», spiega Andrea Reato, Cna al Corriere del Veneto.

Un altro problema portato alla luce degli artigiani è la mancanza di trasparenza nell’uso di miscele già pronte per preparare creme o frutta: «il nostro settore non è regolamentato in alcun modo, purtroppo chiunque può inventarsi il mestiere», spiega Viel, presidente dei gelatieri di Confartigianato. Tra il 2011 e il primo semestre del 2015 le gelaterie sono aumentate del 5%, passando da 1314 a 1376. La Cgia di Mestre offre dati più generosi: nel secondo semestre del 2009 erano 1.307, oggi 1.550, pari a un più 18,6 per cento, 10 punti in più della media nazionale con circa 4 mila addetti nella nostra regione. Cna invece calcola che dovrebbero esserci nella nostra regione 3.512 tra gelaterie e pasticcerie e il giro d’affari nazionale è di 5 miliardi di euro. «Il Veneto è la seconda regione d’Italia dopo la Lombardia per numero di gelaterie e abbiamo eccellenze come quella di Longarone e la sua fiera internazionale, è un dato storico. Lo dico perché non era tanto tempo fa che eravamo costretti ad emigrare», conclude Filippo Bano, presidente di Gelatieri artigiani triveneto.

Tags: