Guadagnini (Inv): «no fondi comunali a “scuole gender”»

Dopo essere stato uno dei maggiori sostenitori della mozione regionale che chiedeva che nelle scuole venete non fossero introdotte le “ideologie gender”, Antonio Guadagnini, consigliere di Indipendenza Noi Veneto, torna sul tema preparando una proposta di delibera comunale che intende far arrivare a tutti i primi cittadini della regione. Si tratta di un testo che prosegue nell’impegno di contrastare sul territorio la diffusione delle cosiddette “teorie gender” all’interno degli istituti scolastici e dei programmi di istruzione, puntando ad una bozza di delibera titolata “Proposta di impegno a sostenere la famiglia naturale e il diritto dei bambini di crescere in un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva contrastando il filone dei gender studies”. La delibera, partendo dalle premesse già evidenziate nei giorni scorsi (art. 29 della Costituzione, art.16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, art. 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo), giunge ad affermare il primato delle scelte educative della famiglia soprattutto nella delicata sfera affettiva dei più piccoli.

Il testo preparato da Guadagnini prevede che la singola amministrazione comunale che condivide la proposta in questione, si impegni «revocare/diminuire/non assegnare, contributi annuali assegnati di anno in anno a sostegno dei Piani di Offerta Formativa per i prossimi anni scolastici, oltre alle altre consuete forme di sovvenzione erogate su puntuale richiesta», se nell’ambito degli stessi POF «vengano inseriti progetti relativi all’educazione sessuale ed affettiva, alla cosiddetta “teoria del gender”, anche mediante lezioni tenute da educatori esterni o rappresentanti di associazioni LGBT, o mediante distribuzione di materiale didattico, ovvero tramite ausilio di bibliografie sulle tematiche LGBT e sulle nuove realtà familiari». «Ho preparato questa delibera perché sono fermamente convinto che nel decreto cosiddetto della “buona scuola” ci sia il tentativo sottile e nascosto di introdurre contenuti che le famiglie assolutamente non vogliono e non condividono», ha sottolineato Guadagnini, «e sono convinto che sia compito di chi fa politica in Veneto offrire tutti gli strumenti politici, culturali ed amministrativi, affinchè non si compia questo scempio: le teorie gender devono rimanere fuori dalle nostre scuole e lontano dai nostri centri educativi». Il testo della delibera sarà inviato a tutti i sindaci veneti affinchè possano visionarlo in collaborazione con consiglieri comunali ed assessori e, se condiviso, possano inserirlo all’ordine del giorno delle prossime sedute municipali.