Fiere, fusione Verona-Vicenza: Riello frena

«Dopo un primo giro di approfondimenti light siamo al secondo round. Si lanciano sempre messaggi per accelerare, ma non siamo ancora nei tempi tecnici». Così sul Mattino il presidente di VeronafiereEttore Riello (foto), frena sui progetti di fusione con Fiera di Vicenza. «Auspichiamo di arrivarci entro fine anno (…) Stiamo parlando di un’operazione di M&A (acquisizione e fusione, ndr) che richiede i suoi tempi perché le strutture di contabilità sono diverse e bisogna capire bene i criteri (…) La trasformazione (in Spa, ndr) è mero elemento tecnico – continua Riello – ma prima bisogna che il socio condivida il progetto. E noi, rispetto a Vicenza, abbiamo una base sociale più allargata che richiede altri tempi».

Ma Vicenza scalpita. «Abbiamo iniziato a parlare il 26 giugno 2014 definendo anche un cronoprogramma che si è un po’ troppo diluito – risponde il presidente di Fiera di Vicenza Matteo Marzotto – secondo quel calendario, ad aprile, dovevano essere già alla luce rossa o verde degli azionisti». «Nel momento in cui Verona e Vicenza faranno qualcosa di grande, ne beneficerà tutta la regione – continua – Io continuo a credere che sia un’opportunità eccezionale che dà il senso di un Paese che si sta ammodernando». L’obiettivo? «Crescere di dimensione per competere in tutto il mondo». Ma se la fusione non andrà in porto Marzotto assicura di avere un piano B: la quotazione in Borsa («Si può essere internazionali anche da soli»). Certo è che se l’operazione riuscirà i numeri saranno grandi: Verona è la più grande fiera italiana e la terza al mondo per superficie (152 mila mq e 75,2 milioni di ricavi al 2014). Insieme a Vicenza (32,1 milioni di ricavi e 80 mila mq) accorcerebbe il gap con Milano (345 mila mq e 245,5 milioni di ricavi).