Il figlio perfetto non esiste!

Diventare genitori è un dono divino, ma è sicuramente il lavoro più difficile del mondo

Quando si diventa genitori, la gioia è immensa. Chi di voi, il giorno in cui scoperto che nove mesi più tardi sarebbe diventato genitore, non ha pianto di gioia? I primi mesi della gravidanza possono essere i più difficili, ma poi per la maggior parte delle donne va tutto bene ed avere la pancia diventa un orgoglio senza paragoni. Poi arriva quel bambino tanto sognato e bellissimo che possiede un’energia che non si arresta mai, che entra nella vita dei loro genitori per portare gioia e amore puro, ma di fatto introduce con sè la sua nuova personalità e di fronte ad essa, spesso i genitori avvertono un senso di smarrimento, non possedendo termini di confronto. Un figlio è sicuramente la felicità più grande che la vita possa regalare ad un uomo e ad  una donna, ma bisogna essere sinceri: i primi mesi non sono certo semplici! Sicuramente ci sarà sempre il figlio della vicina, nato tre giorni prima del vostro, che è perfetto: mangia, dorme e fa i bisogni a comando! Il vostro invece non dorme un secondo, non si attacca al seno come dovrebbe e spesso fa fatica a scaricare. La realtà è sempre così: c’è la mamma realista che ti dice ciò che vive, vede e prova e c’è la mamma che vede solo l’aspetto romantico della favola perfetta che sta vivendo. La verità è che ogni bambino è a sé: ci sono bambini che dormono poco o tanto sin dall’inizio, che mangiano oppure no e che spesso, al cambio del latte, diventino più stitici. Il neonato perfetto non è mai venuto al mondo e mai nascerà!

Passati i primi mesi di vita, verso l’anno,  il bambino ha un bel cambiamento e a volte non si dimostra il modello di bimbo che ogni mamma può aver idealizzato prima della nascita. I bambini, dall’anno di vita in poi iniziano a camminare e a scoprire il mondo, per la maggior parte iniziano a dormire tutta la notte e a mangiare di più. Per i genitori non esiste più il relax. I bimbi, ai loro primi passi e scoperte, sono da monitorare costantemente e mentre il solito figlio del vicino sta seduto a tavola, non ha mai rotto nulla in casa, non si è mai lanciato dal divano rompendosi un dentino, il vostro sembra Tarzan a confronto. Da quando inizia a camminare e a dire le prime paroline, con un tuffo al cuore per la mamma che si sente chiamare per le prime volte, arrivano in un baleno i 2 anni, anzi i terrible two come li chiamano gli inglesi! Avete presente ? Potremo aprire un capitolo senza fine  intitolato: benvenuti capricci! A due anni i bambini diventano improvvisamente astuti; capiscono che se  piangono, urlano o meglio, si buttano a terra in preda alla disperazione più acuta, ottengono ciò che vogliono. Le scenate spiazzano talmente i genitori  che credono di essere davanti ad un film horror. Dopo aver trascorso i primi 2 anni a dormire poco, cercando di trovare il modo per togliergli le batterie giusto ogni tanto, trovare la pazienza per ogni loro capriccio non è uno scherzetto. Ovviamente nel frattempo il figlio del vicino dice sempre di sì, è ubbidiente e non è mai andato contro la sua mamma.

Fanno fronte ai capricci snervanti esperti del settore, Roberta Cavallo e Antonio Panarese. Insieme hanno scritto il libro “Smettila di fare i capricci!” (Mondadori p.250, Euro 18,00, ndr. ha venduto più di 50 mila copie) dove danno 10 consigli fondamentali ai genitori per aiutare il figlio a superare le proprie crisi. Il genitore dovrebbe mettersi in SINTONIA con il proprio piccolo e capire la regione del disagio; dovrebbe cercare sempre di essere NEUTRALE nei SENTIMENTI, accogliere le proprie emozioni personali per poi lasciarle andare. Il bambino dovrebbe essere lasciato libero di esprimere i propri sentimenti. La SENSIBILITA‘ è fondamentale ed è utile far sapere a vostro figlio che capite quello che sta provando. Il bimbo ha bisogno di FIDUCIA da parte vostra e va aiutato a risolvere il suo problema, ma è importante soddisfare il suo bisogno quando è pronto. ANTICIPARE il bisogno a volte è fondamentale, il genitore deve cercare di non essere sempre rigido. Mettersi nei panni del piccolo è un bell’aiuto. Il bambino deve sentirsi SOSTENUTO e sapere che il genitore ha sempre il controllo della situazione: per lui sarà più facile sciogliere la propria emozione. Infine il genitore dovrebbe sbizzarrirsi e non dare mai spiegazioni razionali che il bambino non può ancora capire. E’ importante fino ai sette anni almeno, avvicinarsi al suo mondo fantastico per fargli comprendere le cose.  E mentre voi imparate il vademecum del perfetto genitore, il vicino di casa ha già vinto dei premi al valore, ovviamente. Ok, passati i due ci ritroviamo ai tre se la matematica non è un’opinione. Pensate siano più facili ? Diciamo un paio di no. No, non saranno più semplici e no, nemmeno a tre anni il bimbo si potrà trasformare nel figlio dei nostri sogni. Diciamo invece  un paio di sì: sì ai bambini Tarzan, sì alle mamme stanche morte e ai papà che si addormentano in ufficio, sì ai bambini che esprimono tutti i loro sentimenti con i capricci, sì ai genitori che hanno il coraggio di raccontare la verità e che si sostengono a vicenda. Diventare genitori è un dono divino, ma è sicuramente il lavoro più difficile del mondo ed è certo l’esperienza che potrà aiutare a migliorarsi sempre.