Rovigo, truffa del pesce: evasi 10 milioni

Nuovi guai giudiziari per le persone rimaste implicate nell’operazione “Perseo”, condotta dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Rovigo e di Adria e della Guardia di finanza. Truffe ai danni delle ditte del settore ittico ed evasione fiscale per 10 milioni di euro sono i reati emersi. Le due società, nel corso del tempo, hanno omesso di presentare le dichiarazioni dell’Iva e dell’Irap risultando sconosciuti al fisco: dal 2010 al 2013 i finanzieri hanno individuato ricavi sottratti a tassazione per un ammontare di oltre sette milioni e 850.000 euro, costi indebitamente dedotti per oltre un milione di euro, omesso versamento di ritenute fiscali per circa 125.000 euro e Iva evasa per oltre un milione di euro. Le ditte, collocate rispettivamente una a Rosolina e l’altra a Porto Viro con sede legale a Rozzano (Mi), acquistavano tonnellate di pesce e altri prodotti alimentari senza garantire il pagamento della fornitura.

I componenti della banda hanno avuto, tramite un funzionario di banca compiacente, la documentazione contabile necessaria per poter ritirare la merce acquistata all’estero senza osservare le procedure previste dal sistema bancario. Ventuno sono i lavoratori in nero impiegati da una delle società. Sono state denunciate, fra amministratori di fatto e di diritto, dieci persone per reati fiscali. Lo scorso marzo due persone erano finite in manette: Luigi Formisano, 65 enne domiciliato a Chiuggio e ritenuto l’organizzatore della truffa in quanto titolare delle ditte commerciali, e Stefano Carnio, 47enne di Venezia, addetto al ritiro dei documenti e ai rapporti coi corrieri. Agli arresti domiciliari altri cinque.

Tags: ,