Ospedali veneti: meno prenotazioni, meno liste d’attesa?

Le disavventure telefoniche di un utente dell’ospedale vicentino San Bortolo per fissare una visita. Tutututu…

Due sono i numeri magici. Se vuoi prenotare visite ed esami con la prescrizione del medico di base e pagando il ticket devi chiamare dalle 8 alle 16 il numero verde 800403960. Invece per  prenotare in libera professione la visita ad un medico autorizzato ad esercitare  dentro l’ospedale San Bortolo di Vicenza (intramoenia) oppure fuori (extramoenia ) devi digitare dalle 16 alle 19 lo 0444752477.

Parti. Fai il numero e trovi il telefono staccato beccandoti un fastidiosissimo tututu. Ti chiedi perché, oppure vorresti avere qualcuno a cui chiedere perché, ma ritenti più volte ribeccandoti sempre quel tututu almeno per un’ora. Ti viene il dubbio che sia sbagliato il numero, o che hai scelto l’orario sbagliato, ma non è così. Poi accade il miracolo e riesci a stabilire un contatto, con una voce registrata certo, ma meglio che niente, forse è la volta buona. Quella voce ti spiega come prenotare a seconda se vuoi una visita nella modalità ticket o in libera professione, raccomandandoti di avere in mano carta e penna, la prescrizione del medico, la tua tessera sanitaria in formato plastificato e pure cartaceo. Magari riuscire ad usare la penna, vorrebbe dire che sto prenotando, ma non ci sono operatori disponibili e se non voglio perdere la linea che ho appena agguantato devo appunto rimanere in linea e aspettare il primo operatore disponibile che è come Godot, e che non arriva perché quella voce oramai domestica (come per Lucia il suono dei torrenti dei quali distingue lo scroscio), ti dice che non ci sono operatori disponibili, il tempo è scaduto e devi riprovare. Domani perché nel frattempo sono arrivate le 16 e gli orari si devono rispettare.

Così ti è passata una parte della giornata, cosa ti lamenti?, sei magari un pensionato di quelli sfuggiti alla gogna della Fornero, hai tempo e sei ancora in salute. Poi devi tenere conto che l’Ulss 6 ti offre un’altra chance, a pagamento si ma che importa?, si tratta della salute. Con questa convinzione filosofica chiami il numero per le prenotazioni in libera professione e qui non puoi fallire, tutti dicono che, pagando, prenoti subito. Ma ti sbagli, amico mio, quel numero  dalle 16 risponde sempre tututu, quando si dice l’evento che non ti aspettavi.
In zona Cesarini, poco prima delle 19 e se sei fortunato, ti risponde una voce femminile (perché non fanno fare ai maschi queste cose?), che non ti devi azzardare a interrompere sibilando lamentele perché qui gentile signore siamo senza personale e per quelle deve rivolgersi all’Ufficio relazioni con il pubblico. Non serve prescrizione (tanto paghi), devi pagare prima della visita (è normale!).

E’ fatta, ho ottenuto la visita all’Ulss 6. E ora che me ne faccio della prescrizione del medico? Però quel Direttore generale, con tutti i giovani che cercano lavoro, sanità di eccellenza, i primati del Veneto, difendiamo il San Bortolo, ci sono troppe Ulss… Tutto si affolla nella mente, insieme al sospetto che per ridurre le liste d’attesa sia stata escogitata una nuova strategia: meno prenotazioni, meno liste d’attesa.