Regionali, ecco i finanziatori. Ma Moretti non fa nomi

Il Corriere del Veneto ha pubblicato la lista dei finanziatori privati e non dei principali candidati alle ultime Regionali in Veneto. La campagna elettorale di Luca Zaia è costata complessivamente 1 milione 101 mila euro ed è stata interamente finanziata dalla Lega attraverso un meccanismo di autotassazione imposto ai 110 candidati consiglieri prima e ai 24 eletti poi, sia del Carroccio che della Lista Zaia. Ha optato per l’autofinanziamento integrale anche il candidato governatore del Movimento Cinque Stelle, Jacopo Berti, il cui rendiconto depositato alla Corte dei conti recita entrate per soli 30 mila euro e uscite per 25 mila (la differenza è stata donata ai Comuni colpiti dal tornado in Riviera del Brenta). La metà circa del budget, poco meno di 14 mila euro, è stata coperta anche qui dai candidati consiglieri; l’altra metà è frutto di quasi 300 micro-donazioni degli aderenti ai Meet-up e da alcuni parlamentari.

Flavio Tosi ha scelto invece di rivolgersi ad una vasta platea di finanziatori privati (ben 76) per la cifra di 431 mila euro. Tra di loro ci sono: la Luxury Planet presieduta da Federico Brambilla (80 mila euro); il gruppo Ferrarini guidato da Lisa Ferrarini (due versamenti da 25 mila euro ciascuno); il gruppo Riello (25 mila); la Maxi Di Srl della famiglia Brendolan (20 mila); la Unicomm di Marcello Cestaro (15 mila);  Viberto Costruzioni, Eco Soluzioni, Martello Professional (10 mila ciascuno); tre commercialisti, tutti revisori dei conti in alcune aziende pubbliche: Tommaso Zanini, a capo del collegio di Agsm e dell’Usl 20 nonché consigliere di amministrazione del Banco Popolare; Marco Carlesso, presidente del collegio di Agec Onoranze Funebri; Andrea Dante, revisore in Atv e presidente del comitato elettorale di Tosi (10 mila). Contributo di 10 mila euro anche per lo studio legale Toffali, Capuzzo e Associati, di cui è socio l’assessore comunale alle Aziende Enrico Toffali. Tra i politici, spicca il versamento da 16 mila euro, in tre tranche, del deputato Matteo Bragantini, da sempre legato al sindaco di Verona.

Per quanto riguarda Alessandra Moretti, la campagna elettorale è stata pagata per metà dal Partito Democratico (447 mila euro) e per metà dall’Associazione Moretti Presidente (430 mila euro). Quest’ultima ha raccolto tutti i finanziatori privati di cui però la Moretti non vuole rivelare l’identità: «Tutti i rendiconti sono già stati depositati presso gli organi competenti nei termini stabiliti dalla normativa vigente – replica la capogruppo regionale Pd al Corriere del Veneto -. Accanto al diritto di informazione esiste anche il dovere di rispettare la privacy dei soggetti finanziatori, privacy che deve venire meno solo nelle sedi deputate al controllo della rendicontazione. Mi riferisco al consiglio regionale, al Collegio regionale di garanzia elettorale e alla Corte dei conti, dove tutta la documentazione è a disposizione».