BpVi, azioni eccellenti/1: ecco quante ne ha Zonin

Il presidente della Popolare vicentina al 19° posto in assoluto fra i soci. Sul podio gli Amenduni, con 90 milioni di euro

Il coperchio sta saltando. Sulle due popolari venete nell’occhio del ciclone, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, stanno uscendo notizie su notizie a ritmo ormai giornaliero: dall’azione di responsabilità contro l’ex direttore generale della vicentina, Samuele Sorato al fondo di riacquisto azioni per i soci che avessero inteso liquidarle, dalla guerra frontale fra cordate per Montebelluna all’aumento di capitale “blindato” che ne ha segnato l’ultimo, spiazzante episodio. Fra un take d’agenzia e l’altro, sono uscite alcune cifre “sensibili”, col numero di azioni possedute da nomi noti della finanza e dell’industria veneta.

Veneto Vox oggi vi rivela, in una prima puntata a cui ne seguirà una seconda domani, il nome dei nomi, almeno per ciò che riguarda la Banca Popolare di Vicenza. Stiamo parlando del Cavaliere Gianni Zonin, presidente dell’istituto berico da quasi vent’anni. Colui che ne ha retto le sorti con sprezzo degli anni che passavano ma, stando alla sua ultima versione, negli ultimi due non avrebbe saputo nulla, lui e tutto il consiglio d’amministrazione, dell’illecito finanziamento delle quote della banca tramite fidi agli acquirenti erogati dalla banca stessa. Attribuendo la “partita di giro” all’ex management, ovvero a Sorato dimessionato pochi mesi fa (che ieri ha contrattaccato). Con una grave dimenticanza, però: era stato lui stesso, il Cavalier Gianni, ad ammettere proprio due anni fa, che quanto meno una parte dell’aumento di capitale di allora era stato effettuato con la vietatissima modalità di scambio.

Ebbene, secondo gli ultimi dati disponibili di cui siamo riusciti a entrare in possesso, a dicembre 2014 la famiglia Zonin e le imprese ad essa riconducibili detenevano lo 0,3% delle azioni, in quel momento ancora a 62,5 euro l’una. Il totale ammonta a circa 21 milioni di euro. Tanto? Poco? Per farsi un’idea, basta confrontare la cifra con il nominativo in testa alla lista, il primo azionista in assoluto: Maria Gresele, moglie di Nicola Amenduni, patriarca della family di acciaieri e finanzieri di origine pugliese che a partire dal 2007, per uno scontro di potere interno alla banca, è stata in guerra fredda con Zonin e gli zoniniani. La Gresele, cioé in sostanza la famiglia Amenduni, ha l’1,5% delle azioni, per un equivalente di quasi 90 milioni di euro. E’ al primo posto. Zonin al 19°. (continua)

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