BpVi, credito per azioni: j’accuse dei clienti

«Era lo scorso febbraio quando il proprietario di un piccolo negozio è andato in una filiale della banca per chiedere un finanziamento da 15 mila euro – racconta al Sole 24 Ore Fabio Carbone, commercialista di Udine, parlando di un cliente BpVi  -. Allo sportello gli hanno proposto di sottoscrivere un finanziamento più elevato, pari a 20 mila euro, in modo da comprare azioni della stessa Popolare di Vicenza con i 5 mila euro ottenuti in più». Continuano ad emergere storie dalla prassi della Banca Popolare di Vicenza (seguita anche da Veneto Banca) di erogare finanziamenti per permettere ai clienti di comprare le azioni della stessa banca, poi pesantemente svalutate.

Come quella di un piccolo imprenditore, già socio della popolare di Vicenza da anni. «A fine 2013 la banca gli ha erogato un finanziamento da un milione di euro a tassi molto, molto, contenuti, con il solo scopo di comprare azioni della stessa banca. Dagli estratti conto si vede con chiarezza la contestualità delle due cose». Un milione di euro di credito, un milione di euro di azioni comprate. C’è invece chi, come il responsabile private banking di una istituzione internazionale, racconta di finanziamenti proposti al tasso dell’1% per comprare azioni oppure obbligazioni della banca. Oppure come l’imprenditore di Schio Paolo Trentin: «A noi sono venuti ripetutamente a offrire azioni dell’istituto in cambio di finanziamenti. Io mi sono rifiutato e dopo pochi mesi mi sono stati ridotti gli affidamenti». C’è dunque un lato umano dell’intera vicenda: molti clienti si sono sentiti sotto ricatto, obbligati a sottoscrivere azioni pur di avere la loro fetta di finanziamento. E ora si trovano a contare le perdite con delle azioni di fatto impossibili da vendere.

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