BpVi, 20 cessioni di azioni sospette

Una ventina di soci della Banca Popolare di Vicenza avrebbero venduto alla banca le loro azioni poco prima della loro svalutazione da 62,5 a 48 euro decisa all’ assemblea dell’11 aprile. La rivelazione emerge dal filone dell’inchiesta sulla BpVi per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (sei gli indagati) sulle modalità di gestione del “fondo per riacquisto azioni proprie” poi azzerato dalla Bce. L’operazione in sè non costituirebbe reato. Ma diverso il caso in cui qualcuno, dall’interno dell’istituto, abbia consigliato al socio di vendere in fretta, finchè il valore era elevato. Si configurerebbe quindi un danno agli altri azionisti, in un momento in cui vendere era quasi impossibile.

L’identità dei 20 azionisti al momento è top secret e, secondo quanto trapelato alcuni di loro avrebbero ceduto importi assai ingenti. La questione si intreccia con quella delle “lettere di riacquisto” consegnate a 43 soci. Al momento le Fiamme Gialle stanno scandagliando le operazioni sospette concentrandosi sulla data di tali missive.