Tav Vr-Pd, appello al ministro Delrio

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera dei movimenti e delle associazioni contrarie alla linea Alta Velocità/Alta capacità al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Nel documento, i comitati criticano l’utilità pubblica dell’opera, il suo impatto sul territorio e denunciano le modalità con cui le decisioni sono state prese dall’amministrazione comunale.

Onorevole Ministro,
siamo un gruppo di Associazioni e Comitati di Vicenza che hanno a cuore la città, il suo sviluppo e la sostenibilità delle opere che si stanno realizzando in questa porzione di territorio (non solo comunale) e rispetto alle quali siamo seriamente preoccupati. L’ascolto delle Sue dichiarazioni d’intenti, la Sua proclamata “rivoluzione della normalità” in tema di grandi opere, in particolare l’intervista del 12 maggio 2015 rilasciata alla trasmissione televisiva Ballarò criticando i “fantasiosi” studi preliminari e ribadendo che le opere pubbliche “devono soprattutto essere utili”, ci spingono a scriverLe per sollecitare un Suo intervento sul prospettato attraversamento della città della tratta AV/AC Verona-Padova.

Temiamo infatti che il progetto elaborato da una equipe di ingegneri locali della Società veneziana EFarm su commissione del Comune, della Camera di Commercio di Vicenza e delle altre organizzazioni di categoria, presentato al Consiglio comunale dal Sindaco l’11 dicembre 2014 ed approvato dallo stesso organismo il 13 gennaio 2015, fortemente criticato dalla città e rimbalzato nella cronaca nazionale e internazionale perché invasivo rispetto agli ambiti di tutela dell’UNESCO (Vicenza è stata riconosciuta sito patrimonio dell’Umanità sin dal 1994), possa proseguire il suo iter avvallando l’abnorme quantità di opere urbanistiche accessorie proprio a dimostrare quanto Lei stesso ha affermato.

Lo studio di fattibilità di cui parliamo prevede: 1. l’interramento della linea ferroviaria nella parte ovest della città (direzione Verona); 2. la dismissione dell’attuale stazione centrale per dare seguito all’edificazione di due nuove stazioni in zone periferiche (zona Fiera) o semi-periferiche (zona Tribunale) situate entrambe in aree ad alto rischio idrogeologico; 3. la costruzione di un canale scolmatore con tunnel sotto i colli Berici per mettere in sicurezza le stesse aree dove sono state previste le stazioni e la linea ferroviaria; 4. una serie di opere viabilistiche che modificano radicalmente il profilo urbanistico della città aprendo a nuovi ambiti di espansione e di consumo del suolo; 5. la demolizione di una ottantina di edifici privati (abitazioni e attività commerciali e produttive); 6. la realizzazione di un tracciato di filobus che collega la stazione in fiera al centro, ma che non riqualifica in nessun modo il sistema dei trasporti pubblici locali lasciando scoperta la gran parte della città.

I dettagli di queste previsioni sono contenuti nei documenti pubblicati online dal Comune (http://www.comune.vicenza.it/uffici/dipterr/mobilita/tav/) mentre le osservazioni critiche allo studio di fattibilità sono contenute in una serie di documenti che per ragioni di brevità alleghiamo alla nostra lettera. La richiesta che avanziamo alla Sua attenzione, signor Ministro, è quella di verificare la fondatezza di dette osservazioni che, se accolte, produrrebbero uno scenario molto diverso e certamente più sostenibile sia in termini di fattibilità economica che in termini di consenso.

Siamo convinti, e ce ne danno conferma studi ed esperti del settore, che:
1. il nostro territorio necessita di un sistema di mobilità ferroviaria capillare e veloce, oggi estremamente carente perché trascurato dalle politiche regionali che privilegiano il trasporto su gomma; un sistema moderno che consenta il raggiungimento dei nodi ferroviari principali (Verona e Padova) in tempi rapidi, cosa che l’attuale studio AV /AC non contribuisce in alcun modo a potenziare;

2. manca un serio piano della mobilità e dei trasporti per Vicenza e la sua provincia (inserito in un quadro regionale aggiornato) che valuti gli impatti di opere infrastrutturali di questa portata e le metta in relazione con quelle in corso di realizzazione (ad es. SPV);

3. lo studio di fattibilità presenta un modello ferroviario di AC e non più di AV, appaiono quindi non essenziali ed incongrue le costose opere di interramento della ferrovia e la dismissione della stazione centrale, così come la conseguente edificazione di due nuove stazioni; per questo decade anche il presupposto di un canale scolmatore del fiume Retrone, fermo restando che le sue esondazioni riguardano l’intera città e parte della Regione richiedendo una tempestiva risoluzione al problema senza che questa debba gravare sui costi del progetto AV/AC;

4. il progetto di attraversamento della città da parte del tracciato AV/AC è caratterizzato da una eccessiva quantità di opere complementari, ingiustificate e non collegate alle reali necessità ferroviarie e all’inserimento di queste nel contesto territoriale che lasciano intendere un utilizzo privatistico dei benefici dell’opera pubblica e in assenza di un quadro chiaro dei bisogni, e delle previsioni urbanistiche che li regolano, si prospettano anche per Vicenza scenari di ingenti speculazioni immobiliari e possibili fenomeni di corruzione, purtroppo già testati in altri contesti;

5. si sta attuando una procedura illegittima, dato che uno studio di fattibilità non può sostituire un progetto preliminare che, per le opere strategiche, prevede la valutazione d’impatto ambientale (VIA) in questo caso colpevolmente assente. L’impatto ambientale e paesaggistico è elevato e non si è valutata l’entità dei danni che potrebbe provocare;

6. non c’è una valutazione seria dei costi/benefici e i pochi riferimenti all’oggetto sono oggi già ampiamente superati come dimostrano i documenti ufficiali

7. manca l’analisi delle alternative progettuali che possano prevedere soluzioni progettuali meno impattanti;

8. esiste ancora una capacità residua di utilizzo della linea ferroviaria attuale pari al 30%;

9. sono state ufficialmente presentate osservazioni critiche sia di metodo che di merito da parte di numerosi esperti in materia di mobilità e trasporti e urbanistica, dell’Ordine degli Ingegneri di Vicenza e della FILT-Cgil Veneto.

Di fronte alle evidenze sopra elencate ci sembra doverosa da parte degli organismi preposti, e nell’interesse della tutela del bene pubblico, contro ogni inutile spreco economico-finanziario e nessun vantaggio effettivamente quantificabile, una riflessione sull’opportunità di sospendere immediatamente l’iter previsto, che vede in programma la presentazione del progetto definitivo al Consiglio Comunale di Vicenza nell’ottobre 2015, cui seguirà l’immediata apertura della conferenza dei servizi per arrivare entro la fine dell’anno alla sua cantierizzazione. Il tutto è inoltre aggravato dal fatto che secondo la procedura seguita si salta la redazione del progetto preliminare, necessario per poter aprire un confronto con gli esperti del settore e i progettisti e attivare nel contempo un percorso di partecipazione della città (Trattato di Lisbona) fino ad oggi di fatto negato.

Signor Ministro, siamo fiduciosi, così come ascoltato dalle Sue dichiarazioni pubbliche, che Lei voglia accogliere il nostro appello assecondando la nostra richiesta di verifica approfondita del progetto da parte degli organismi ministeriali preposti, per scongiurare il pericolo che esso possa compromettere in modo irreversibile l’assetto della città, il suo equilibrio sociale e ambientale, i valori culturali e paesaggistici che hanno permesso la sua iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO. Esprimiamo fin d’ora apprezzamento per l’interessamento e le azioni che siamo certi farà seguire a questa nostra lettera e saremmo lieti di averLa a Vicenza ad ascoltare anche noi associazioni e comitati di cittadini, quelli che credono nella bontà delle opere pubbliche ma diffidano dei progetti faraonici, spesso lontani dalla realtà e a costi elevatissimi che ipotecano il futuro. In attesa di avere presto un Suo riscontro, La ringraziamo della cortese attenzione

Ass. Civiltà del Verde, Romana Caoduro
Ass. Italia Nostra, Giovanna Dalla Pozza Peruffo
Comitato Borgo Berga, Gianluigi Bellin
Comitato Cittadini Vicenza Est, Loris Varo
Coordinamento Comitati, Giancarlo Albera
Comitato Pomari, Davide Primucci
Comitato popolare Ferrovieri, Marko Urukalo
Cristiani per la Pace, Giovanni Marangoni
OUT_Osservatorio Urbano Territoriale di Vicenza, Francesca Leder