Treviso, contratto-pilota su flessibilità

Parte da Treviso un contratto provinciale integrativo “pilota” che intende proporsi come modello per la migliore gestione della flessibilità nel settore terziario. Lo schema è stato raggiunto dall’associazione di categoria e organizzazioni sindacali ed è stato definito dal presidente di Unascom-Confcommercio Treviso, Renato Salvadori, una «rivoluzione copernicana, unico nel Veneto e probabilmente anche in Italia». Nella sostanza, il contratto azzera gli obblighi dell’intervallo temporale fra i contratti di lavoro a termine, introduce la possibilità di assunzioni a part-time soltanto anche per quattro ore settimanali (una leva che dovrebbe attenuare l’utilizzo anomalo dei voucher riconoscendo stabilità al rapporto di lavoro), e maggiorazioni per il lavoro festivo e domenicale del 35% e del 45% (il numero massimo di domeniche obbligatorie è fissato in 21) con la possibilità di trasformare le ore lavorate in queste date in maggiori periodi di riposo compensativo.

Oggi nel trevigiano i comparti del commercio e del turismo occupano, rispettivamente, 27 mila e 11 mila addetti su un totale di 97 mila impiegati nell’insieme dei settori e in termini di retribuzioni vale il 58%. Grazie alle misure governative introdotte nel 2015, cioè la decontribuzione Inps ed il Jobs Act, da gennaio ad agosto si è registrato un aumento di nuove assunzioni del 6,7% ma questo, ha aggiunto Salvadori, «non ci è bastato». Per le organizzazioni sindacali il commercio è l’ambito in cui «è più delicato il mix fra tempi di vita e tempi di lavoro». Lo strumento individuato fra le parti a Treviso è «un contratto provinciale e non aziendale» e permette cioè l’individuazione di contratti di secondo livello anche in ambienti in cui non vi sia rappresentanza sindacale.

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