BpVi, tutte le novità del piano industriale

«Fino alla quotazione in Borsa e all’aumento di capitale» la Banca Popolare di Vicenza non cercherà un partner con cui fondersi. Lo ha detto il ceo della banca, Francesco Iorio, presentando il piano industriale della banca al 2020 approvato oggi dal cda. Dopo questi due passaggi «saremo forti per valutare un’operazione con calma, prudenza e senza fretta, un’operazione paritetica, possibilmente con banche che abbiano stessa dimensione operativa». Il piano BpVi prevede un ritorno all’utile già nel 2016, con un risultato positivo per 200 milioni nel 2018 e superiore ai 330 milioni nel 2020.

«Mi auguro che gli attuali soci possano essere convinti del valore della banca e sottoscrivano l’aumento di capitale» da 1,5 miliardi che partirà in primavera, ha ggiunto Iorio sottolineando «la possibilità che alcuni operatori istituzionali e privati possano partecipare in maniera anticipata allo stesso». Secondo l’ex banchiere di Ubi il cda «sta valutando possibili forme d’incentivo per la sottoscrizione dell’aumento di capitale» e, a partire da novembre, potranno prenotare l’aumento di capitale nuovi soci in qualità di «anchor investor e costo investor».

Sulle partecipazioni è previsto un «accorciamento della catena di controllo e l’eliminazione di tutte le partecipazioni non strategiche. L’unica strategica è Cattolica Assicurazioni, le altre saranno valutate in ottica di creazione di valore», ha confermato Iorio. Per quanto riguarda la patata bollente dei soci, l’ad infine ha dichiarato: «stiamo contattando quel migliaio di clienti» danneggiati dalla precedente gestione, ricevendo soldi in prestito dalla banca per sottoscrivere gli ultimi aumenti di capitale precisando che l’obiettivo è «trovare un accordo» e «far rientrare questi investimenti entro la fine dell’anno».