«Gaffe su pedofilia? Dirò messa al bar»

«Dirò la mia predica al bar». Così il sacerdote di Trento Don Gino Flaim, che ai microfoni di La 7 ha detto di capire la pedofilia ma non l’omosessualità e per questo è stato allontanato dall’incarico. Intervistato dalla Repubblica del Trentino, il parroco di 75 anni, si dichiara incredulo e sconcertato. «Ma che ho detto di tanto grave?» si chiede. E alla provocazione dell’intervistatore, che gli spiega che le sue parole hanno sconvolto l’Italia, risponde: «Dite? Non lo so, non me ne sono reso conto. Adesso sono qui davanti al computer a cercare di capire che cosa hanno trasmesso, quali parole, quale pezzo dell’intervista. Ma si sono presentati alla porta, non mi hanno nemmeno messo il microfono, ho detto solo due parole, se ho detto qualcosa di grave l’ho detto senza saperlo». Don Flaim chiarisce che capire i pedofili non sia uguale a giustificarli: «ci sono certi bambini che cercano affetto e se non lo trovano in famiglia lo trovano altrove: l’ho detto e lo ribadisco. E’ qui che cascano gli educatori. C’entra con tutti, non solo con i preti. Se gli educatori non sono come si deve sono i primi pedofili. Con alcuni bambini gli educatori sono i primi che ci cascano. Ma non li giustifico. Sono pienamente d’accordo con quanto ha detto Papa Francesco, sulla sua condanna verso certi atti. Lo sa che in una parrocchia avevamo problemi a organizzare il campeggio perché c’era un educatore che voleva solo stare vicino ai bambini? Ma io non l’ho accettato».

E dopo aver auspicato misericordia, ma non giustificazione, per i pedofili all’interno della Chiesa, ribadisce di non capire l’omosessualità: «è un problema che non conosco. Non capisco tutto questo clamore». Al momento dell’intervista il sacerdote non sa ancora che la Curia gli ha revocato l’incarico e la facoltà di predicare in chiesa. «Non lo so – spiega -. So che nel pomeriggio non mi hanno fatto dire la messa delle 17. Mi hanno detto di andare in Curia di corsa, che ho rovinato la Curia trentina. Ma come faccio ad andare lì di corsa, ho 75 anni. Che vengano loro. Domani mattina voglio celebrare la messa e se non potrò farlo dirò la mia predica al bar, dove la gente mi conosce, mi ascolta e non ho mai dato scandalo». E al giornalista che gli ricorda di essere finito nella bufera mediatica risponde: «ho visto, ho dovuto spegnere il telefono ma mi mandano messaggi su Facebook. Pazienza, è stato messo in croce anche Gesù Cristo».

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