Inquinanti nelle falde, acquedotti in rivolta

Acque Vicentine e Centro Veneto Servizi (Cvs) sono sul piede di guerra con chi ha permesso che sostanze perfluoroalchiliche (pfas) finissero nelle falde acquifere, contaminando l’acqua e portando i livelli di inquinanti al di sopra di quanto consentito dall’Istituto Superiore di Sanità. Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, si prospetta una causa milionaria. Il presidente di Cvs, Giuseppe Mossa, chiede giustizia: «abbiamo dato mandato a un legale specializzato in reati ambientali che sta eseguendo perizie a supporto dell’azione di risarcimento. Parliamo di milioni di euro di denaro pubblico: abbiamo spese altissime per far fronte a una situazione causata da un inquinatore, che ne deve rispondere».

«Noi sindaci ci stiamo attivando per fare una segnalazione al Ministero dell’Ambiente che ha la titolarità per intentare una causa agli inquinatori» aggiunge Roberto Castiglion (M5S), sindaco di Sarego. I comuni colpiti di Cvs sono 9 tra vicentino e padovano, e i filtri per la depurazione delle acque costano all’azienda 300 mila euro l’anno. La responsabile pare essere la Miteni di Trissino, ora conglomerata in Icig, multinazionale della chimica, che però fa sapere di aver eliminato l’uso di queste sostanze nel 2011.