Veneto, boom di neo assunti

Un anno fa, a fine settembre del 2014, il saldo tra le assunzioni e le cessazioni di rapporto di lavoro era di 1.100 posti di lavoro persi. Quest’anno, a settembre, il saldo vede primeggiare le assunzioni: 26mila posti di lavoro in più. Sta in questa cifra netta il report dell’agenzia “Veneto Lavoro” della Regione che misura gli effetti delle riforme del lavoro e dei segnali di debole ripresa economica in Veneto.

OLTRE 100 MILA ASSUNZIONI: +49%. Il 2015 festeggia già con i primi di ottobre il superamento della quota di 100 mila assunzioni, segnala Veneto Lavoro che da mesi misura gli effetti degli incentivi pro assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato attivati da inizio anno dalla Legge di stabilità (24 mila euro in tre anni)e la regolazione “a tutele crescenti” per questi contratti entrata in vigore a marzo. Anche a fine settembre si è confermato il trend di aumento di assunzioni registrato in tutto l’anno. Anche se provvisorio, perché basato sulle comunicazioni dirette delle aziende, il dato di settembre segna un +33%. L’aumento è decisamente minore dei picchi registrati nei mesi centrali dell’anno (ad aprile fu +77%), ma in ogni caso con il contributo di questo dato di inizio autunno la crescita di assunzioni da inizio anno è del +49%, tanto che «le assunzionia tempo indeterminato al 30 settembre avevano già superato ampiamente quelle fatte sia in tutto il 2014 sia nel 2013».

CI SONO STATI ANCHE LICENZIAMENTI. Anche le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato continuano a registrare un aumento costante, sia pure meno imponente, da aprile a settembre: si è oltre quota 33 mila con un +13% medio (a settembre però solo +3%). E un altro dato positivo, che concorre a quel saldo di +26 mila posti di lavoro, viene dalle cessazioni di rapporti di lavoro: sono salite del +2% nel mese di settembre, con una netta differenza quindi rispetto al -25% di maggio e giugno, con una media nell’arco dei nove mesi di quest’anno che è al +9%. L’incremento non è dovuto «a una riduzione del tasso di sopravvivenza dei rapporti di lavoro nuovi»: ci sono ancora contratti che vengono siglati e poi risolti in breve tempo. Ma per capire le cessazioni di lavoro occorre fare i conti con crisi di impresa, pensionamenti, maggiore turn-over. Non è però tutto oro quello che luccica: come già segnalato da Veneto Lavoro, l’ipotesi del rapporto cessazioni-assunzioni è che ci siano anche lavoratori che avevano contratti a tempo indeterminato, ma per mantenere il posto di lavoro hanno accettato di dimettersi, restare a casa sei mesi e poi farsi riassumere con contratto dell’era “jobs act” in modo da permettere all’azienda di godere degli sgravi concessi dal Governo.

GLI ALTRI CONTRATTI. Nell’arco degli ultimi 12 mesi, da ottobre 2014 a settembre 2015, il saldo assunzioni-cessazioni è comunque positivo, +11mila, e fa ritenere che saranno controbilanciate le valanghe di cessazioni registrate a fine dell’anno scorso. Intanto le assunzioni con contratti a tempo determinato sono stabili, crescono le proroghe di contratti (+34%) dopo la liberalizzazione del “decreto Poletti”, calano sia l’apprendistato (-10%) sia il ricorso al lavoro intermittente (-9%) mentre decollano i “voucher”. Giù anche le collaborazioni a progetto (-33%) e crescono invece tirocini, stage, borse di lavoro e lavori socialmente utili.

 

Piero Erle
“Veneto, già 100 mila assunzioni da inizio anno”
Il Giornale di Vicenza
9 ottobre 2015