Export, Veneto meglio della Germania

Il Veneto cresce con ritmi superiori a quelli della Germania. Non l’ha detto solo Matteo Renzi, sabato scorso agli industriali di Treviso e a Verona, ma la conferma arriva dal report di Banca Intesa Sanopaolo: nel secondo trimestre del 2015 l’export dei distretti industriali del Triveneto ha superato la cifra record di 7 miliardi di euro, 550 milioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2014. E’ un lontano ricordo la crisi del 2009, quando l’export fu mediamente pari a 5 miliardi di euro a trimestre. L’export del Triveneto ha registrato una decisa accelerazione con una crescita dell’8,4%, nettamente superiore alla media italiana (+7%), con la punta più alta in Trentino Alto Adige (+ 15,8%), il Veneto al 10% e il Friuli stabile sul 2014.

Il Veneto in forte crescita. Ancora brillanti i distretti veneti che nel secondo trimestre del 2015 hanno mostrato un progresso del 10,1%, circa 500 milioni di euro in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Da soli spiegano un terzo della crescita complessiva dei distretti industriali italiani: ciò conferma il loro ruolo di locomotiva del tessuto produttivo locale e italiano. Si sono messi in evidenza l’occhialeria di Belluno e la concia di Arzignano, entrambi in forte progresso negli Stati Uniti e in Cina. Ottime performance sono state ottenute anche dal tessile e abbigliamento di Treviso, dalla meccanica strumentale di Vicenza, dall’oreficeria di Vicenza, dal mobile di Treviso, dai dolci e dalla pasta veronesi, dalla termomeccanica scaligera, dal prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, dagli elettrodomestici di Treviso e dalle carni di Verona. La ritrovata competitività è evidente dalle ottime performance nei mercati mondiali: negli Stati Uniti il progresso dell’export è stato pari al 21,8%, mentre in Cina si è registrata una crescita del 26,4%. Le imprese distrettuali venete, inoltre, hanno mostrato segnali di accelerazione sul mercato europeo, riuscendo a spuntare una crescita a due cifre nel Regno Unito (+23,7%) e in Spagna (+13,8%). Si è poi verificato un forte balzo delle vendite in alcuni nuovi mercati ad alto potenziale, come la Polonia (+33,3%), il Messico (+41,8%), la Turchia (+21,3%), la Corea (+33,2%). E’ stato così possibile superare il forte calo dell’export in Russia e Ucraina.

Il grande balzo in Trentino-Alto Adige. Le esportazioni dei distretti del Trentino-Alto Adige sono tornate a crescere a tassi sostenuti, riportando un aumento tendenziale del 15,8%. Si sono messe in evidenza le mele dell’Alto Adige, il legno e l’arredamento dell’Alto Adige e le mele del Trentino. Anche in questa regione i distretti hanno toccato un nuovo record storico, grazie agli ottimi risultati ottenuti sia nei mercati avanzati (su tutti Germania e Stati Uniti, ma anche Spagna, Svezia e Giappone), sia nei nuovi mercati (Algeria, Egitto, Repubblica Ceca).

La crescita in Friuli. Più complesso il quadro congiunturale presente all’interno dei distretti del Friuli-Venezia Giulia, che sono fortemente condizionati dal peso e dall’elevata volatilità della componentistica e termoelettromeccanica friulana. Al netto di questa realtà la lettura dello stato di salute dei distretti friulani è complessivamente positiva. Nel secondo trimestre del 2015 il progresso delle aree distrettuali della regione è stato, infatti, pari al 3,7% tendenziale. Su un totale di sette distretti monitorati nella regione, cinque hanno registrato un aumento dei flussi di export. Per intensità e volumi di crescita spiccano, in particolare, il mobile di Pordenone, i vini del Friuli e il prosciutto di San Daniele. Regno Unito e Stati Uniti sono i mercati in cui l’export dei distretti friulani è cresciuto di più. Sul mercato inglese si sono messi in evidenza i mobili di Pordenone, mentre negli Stati Uniti hanno fatto particolarmente bene le sedie e i tavoli di Manzano.

“L’export a 7 miliardi il Nordest conquista i mercati Usa e Cina”
Il Mattino di Padova
14 ottobre 2015