Ingenuità, regalo divino che si dimentica con gli anni

Il bambino ingenuo è la perfezione, l’adulto ingenuo è un idiota. Ma perchè?

Quando si diventa genitori si ha poco da dire e tanto da fare. Poi arriva quel momento inevitabile: quello in cui il bambino inizia a parlare. Dopo i tentativi di dire le prime paroline, tuo figlio inizia a fare i tanto attesi discorsi. E anche se dentro di te già lo sapevi,  è proprio in quel preciso istante che  ti rendi veramente conto che il bambino che hai messo al mondo è una persona completamente differente da te, che vive in una dimensione tutta sua, semplicemente meravigliosa e fantastica. E pensi che anche tu un tempo, molti anni prima avevi fatto parte di quella dimensione fatta di ingenuità. Non bisogna per forza essere genitori per sapere quanto incredibili e unici possano essere i pensieri dei bambini. Le loro capacità ti stupiranno sempre e quando penserai che non potranno lasciarti senza parole più di così, loro ti spiazzeranno ancora con verità assolute a cui tu non avresti minimamente potuto avvicinarti con il pensiero. Un bambino ha gli occhi puliti, non ha filtri e ciò che vede lo descrive come può e le sue sensazioni sono esplosioni di sentimenti grandissimi sia in positivo che in negativo. Quando i bambini vedono cose per loro nuove avranno la capacità di ricordarti quanto siano importanti ai tuoi occhi abituati e poco attenti. Il bambino nasce con il  grande dono dell’ingenuità appunto. Eppure gli adulti deridono le persone mature che hanno preservato questo lato della personalità tipica dei fanciulli. Il bambino ingenuo è la perfezione, l’adulto un idiota. Ma perché? Quando abbiamo deciso che solo i nostri figli possono essere ingenui, quando abbiamo scelto di abbandonare quella purezza nel nostro cammino? Come se essere adulti capaci, maturi e decisamente “giusti” volesse dire per forza diventare astuti, calcolatori e poco sinceri. Ma siete sicuri? Siamo davvero sicuri che le persone mature che non sono più in grado di sorprendersi sono uomini capaci di grandi cose? Si?

Sapete che Walt Disney era detto l’uomo dei sogni? Un uomo capace di farsi abbagliare da qualsiasi cosa. La sua ingenuità fece sì che firmasse per l’eternità il suo passaggio in questo mondo. Vogliamo parlare del film cult in cui si vedeva come personaggio principale proprio un uomo affetto dalla “sindrome dell’ingenuità”?  Non abbiamo amato tutti Forrest Gump? Se andassimo a vedere nel dizionario la parola ingenuo, troveremo sinonimo di: candido, inesperto, privo di moine. Ma questa parola deriva dal latino ingenuus che significa “qualcosa d’innato”ed indica colui che è nato libero, che è onesto e schietto. E se noi adulti e genitori facessimo un passo indietro? E se lasciamo che i nostri figli ci ricordino cosa vuol dire essere ingenui e guardare il mondo con i loro occhi? Conservare un certo grado di ingenuità, etimologicamente vorrebbe dire conservare ciò che è veramente onesto, addirittura tenere un tratto della propria umanità originaria e un collegamento immediato con il mondo. La persona ingenua appare strana, come se vivere nel suo mondo non gli permettesse di essere a pari con il suo tempo; non è mai alla moda, ma in realtà è se stessa e basta ed è se stessa in modo originale. Non si nasconde dietro maschere, non gioca a quello che non è, non inganna il prossimo e di conseguenza è una persona onesta. Le persone ingenue vanno dritte per la loro strada, non si fermano a spettegolare, sono incuranti di astuzie  e stratagemmi. L’ingenuo sceglie di essere, più che di avere. Insomma mamme e papà: e se da oggi decidessimo di tutelare l’ingenuità dei nostri figli? Forse il domani non sarebbe migliore? Proviamo a lasciarci andare e a ritornare a far vivere anche dentro di noi quel modo di essere. Abbiamo dei maestri perfetti di fronte a noi:  i nostri figli.

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