Veneto Banca, piano industriale: “stand alone”

Nuovo piano industriale per Veneto Banca. Lo ha illustrato questa mattina l’amministratore delegato Cristiano Carrus, spiegando che l’aumento di capitale da 1 miliardo di euro («condizione necessaria, centrale, senza aumento di capitale non si sta in piedi» e «può venire solo attraverso il mercato borsistico») sarà presumibilmente concluso entro aprile 2016, mentre la trasformazione in Spa e la quotazione in Borsa avverranno entro la fine della prossima primavera. «Il piano 2015-2020 è stato studiato nell’ipotesi “stand alone”, cioè come dovessimo rimanere da soli. Veneto Banca ce la può fare da sola. La fusione è un tema facile da raccontare ma difficilissimo da fare», anche se il piano è coerente anche con «opzioni strategiche alternative» (ossia aggregazioni con altre banche). «Mettere insieme due banche, che assieme hanno bisogno di 2,5 miliardi di nuovo capitale, significa mettere insieme due soggetti in difficoltà», ha aggiunto Carrus riferendosi alle ipotesi di matrimonio con la Banca Popolare di Vicenza.

L’istituto creditizio di Montebelluna nel Trevigiano prevede di arrivare ad una solidità patrimoniale Cet1 sopra il 13% nel 2018 e di arrivare al 16% nel 2020. L’utile netto è atteso a 160 milioni nel 2018 e a 240 nel 2020, con una distribuzione di dividendi intorno ai 49 milioni nel 2018 e 72 due anni più tardi. I crediti dubbi, oggi al 27%, dovrebbero scendere al 24% nel 2018 e al 20% nel 2020.  L’assemblea di Veneto Banca per la trasformazione dell’istituto in Spa è fissata per il 5 dicembre prossimo mentre per quanto riguarda la quotazione a Piazza Affari la data è indicativamente collocabile fra gennaio e febbraio 2016.