Mestre, ristorante a 1 euro per i poveri

Offrire un pasto caldo a chi stenta ad arrivare a fine mese, chi con uno stipendio minimo deve mantenere una famiglia, gli anziani con una pensione risicata: è questo l’obiettivo di don Armando Trevisiol, indimenticato, parroco di Carpenedo (Ve), da sempre in prima linea sul fronte della solidarietà e del sostegno sociale. Proprio negli spazi del centro Don Vecchi di viale Don Sturzo, primo anello della rete di strutture omonime sparse in tutto il territorio comunale e centro operativo di don Armando dopo il ritiro dalla parrocchia, l’instancabile religioso ha aperto il ristorante “Serenissima”, che al prezzo di un solo euro porta in tavola una cena completa. «Cerchiamo di aiutare una fascia della cittadinanza diversa rispetto a quella che già viene ospitata in strutture come Ca’ Letizia», spiega il prete, che fu anche tra i fondatori della mensa di via Querini e che certo non ne rinnega l’operato «ci sono persone in mobilità, disoccupati, padri di famiglia con una busta paga leggerissima e anziani sull’orlo della soglia di povertà; tutte queste persone spesso non si sentono a loro agio tra i tavoli di una mensa ma hanno diritto ad un sostegno, quindi qui abbiamo cercato di dare vita ad un ambiente più intimo e discreto, che ricordi un ristorante».

Ieri sera, alle 19, per il primo servizio del “Serenissima” c’erano trentacinque persone ai tavoli: «Per la maggior parte si tratta di ospiti del centro, pensionati che non arrivano a 500 euro al mese, più una manciata di famiglie. Per il momento siamo ben lontani dai numeri che ci siamo fissati come obiettivo, quelle 110 adesioni con cui vorremmo inaugurare ufficialmente il ristorante alla presenza del Patriarca», ammette don Armando, che ha effettivamente già avuto il sostegno di Moraglia, «noi abbiamo cercato in tutti i modi di spargere la voce e diffondere gli inviti, speriamo che in questo senso si adoperino anche assistenti sociali, delegati Caritas e parroci del territorio».

Don Trevisiol, d’altronde, non è facile alla sconfitta e raramente le sue intuizioni si rivelano fallaci: anche il prossimo Don Vecchi VI agli Arzeroni, nonostante le difficoltà iniziali, è ormai in dirittura d’arrivo, con i suoi sessantacinque posti letto destinati anche a persone con difficoltà economiche, mentre i centri gemelli di Marghera, Campalto e Mestre, contando quasi quattrocento ospiti, non hanno certo bisogno di presentazioni. Mentre si aspetta l’effetto del passaparola tra i clienti, il ristorante “Serenissima” ha già alle spalle una macchina organizzativa pronta ad affrontare i grandi numeri: «Si sono impegnate più di 60 persone in questo progetto», sorride don Armando, «tutti con la massima disponibilità e generosità». Tra i tavoli, a servire gli ospiti, anche due giovani volontari: Giulia e Fabio, 19 e 20 anni, hanno deciso di dare una mano rubando il tempo allo studio e al lavoro, spendendo il proprio lunedì sera tra piatti e bottiglie, per aiutare chi ne ha bisogno.

Giacomo Costa
“Prima cena a un euro per 35 persone”
La Nuova Venezia
20 ottobre 2015