Il vicentino Padrin: «la nostra solidarietà all’Albania»

Per Ottica Padrin di Vicenza, il tema del sociale è sempre stato una prerogativa fondamentale inserendo nel proprio bilancio una voce significativa di spesa. Il territorio dove lavora ha la prelazione, ma questo anno sono approdati in Albania, in una terra così vicina all’Italia ma incredibilmente indietro nella prevenzione sanitaria e anche in quella visiva.  Un territorio che si trova a 80 km dalle coste pugliesi, eppure soffre di una povertà da non credere,  appena ci si allontana di pochi km dalla costa. Disoccupazione elevatissima e uno stipendio medio di 250 euro con un costo della vita non commisurata agli stipendi.

Tutto ciò condito da una mentalità retrograda e vendicativa e una vergognosa oppressione verso la donna e i più deboli. Questo è il secondo anno che abbiamo fatto base a Blinisht a nord di Tirana presso una missione cattolica diretta dal grandioso lavoratore/imprenditore Don Enzo. Nella missione trova spazio una fabbrica di sapone e ceramica, un laboratorio di tessitura e una vigna che produce dei gran vini. Un ambulatorio per le emergenze e visite e nel vicino convento un reparto di fisioterapia.  Assieme a me e Andrea, hanno partecipato tre colleghi optometristi milanesi.

La strumentazione, preventivamente spedita via camion, presso la missione, veniva spostata in jeep nei villaggi o scuole più disadattate. Alla spedizione ha dato man forte la ineccepibile personale della missione e le suore, che offrono il loro instancabile servizio alla formazione dei bambini e alla popolazione bisognosa presso i conventi dislocati nel territorio. Una menzione speciale dobbiamo riconoscerla agli Ambasciatori di Pace e l’associazione mondiale World Vision che si adopera per la protezione e aiuto dei bambini.

Queste ultime hanno procurato i permessi per le visite ai bambini presso le scuole e aiutato nei trasporti e nella sicurezza. Qualche brivido, durato per fortuna poco, con l’intervento della polizia che ha calmato gli animi. Poi tutto è filato liscio con grande soddisfazione da parte di tutti e con ringraziamenti continui per ciò che stavamo facendo. A disposizione dalla mattina presto a tarda serata per controlli visivi. Organizzati in ordine di arrivo, hanno affrontato la visita circa 1500 persone, dei quali più di 700 bambini dai 3 anni ai 15 anni. Per il 98% dei controllati dai tre anni alla più anziana 82 anni era la prima visita.

Ovviamente abbiamo evidenziato difetti refrattivi dei più disparati ma soprattutto evidenti carenze e situazioni disastrose, frutto dell’ignoranza e della mancanza di danaro per sottoporsi ad un controllo. Per le donne la situazione era ancora peggiore, con lo sguardo in basso, di vergogna per il primo controllo nonostante situazioni con vista non sufficiente per uscire di casa, frutto della oppressione maschilista.

E la vergogna di portare gli occhiali contribuisce a trovare situazioni visive paradossali in una terra così vicina all’Italia. Abbiamo schedato tutti, dai dati anagrafici, refrattivi, aggiungendo anche  le patologie evidenti. Tutti questi dati, opportunamente elaborati, verranno pubblicati nelle riviste del settore e consegnati al Servizio Sanitario Albanese. Il grande interesse della popolazione e la novità ha lasciato fuori dai cancelli molta gente, ma il tempo era limitato.

L’interesse ha mosso anche i media che hanno riportato nei Tg nazionali l’evento.  Ognuno di coloro i quali avevano bisogno di occhiali sono stati fotografati e numerati per poter fra due mesi inviare l’occhiale personalizzato.  Pensiamo a metà dicembre di inviare circa 600 occhiali misti fra occhiali per lontano vicino e bifocali. Montature da vista e lenti, nuove di fabbrica,  che ci sono state donate da aziende del settore; non basteranno rispetto il preventivato, ma troveremo certamente una buon anima che ci aiuterà nel completare la spedizione.

Il meraviglioso lavoro e affiatamento di noi cinque amici optometristi, ci porta a pensare quanto bisogno ci sia del nostro lavoro e quanto sia importante il nostro ruolo. La riconoscenza ricevuta e i sinceri ringraziamenti al più toccanti nell’animo ci porta a pensare una nuova spedizione per il prossimo anno in zone bisognose.

Fabrizio Padrin

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