Sanità veneta, conti in regola per la Corte

I fondi ricevuti due anni fa dal Veneto come dalle altre Regioni vincolati al pagamento dei debiti accumulati nei confronti dei servitori di beni e servizi nel settore della sanità sono stati utilizzati correttamente, proprio per saldare l’arretrato come previsto dalla legge che li stanziava. A differenza di altre Regioni (come Lazio, Campania e Sicilia) che hanno usato la liquidità anticipata dalla Stato per “tappare” buchi nel bilancio anche fuori dalle voci di spesa relative alla sanità.

L’impiego del miliardo e 600 milioni arrivato da Roma a Venezia ha quindi superato i controlli della Corte dei Conti, ma la partita non è ancora chiusa: avendo le Usl ricevuto le risorse necessarie a ripagare i debiti pregressi, se nei bilanci dovessero risultare ancora degli interessi passivi i direttori generali  dovranno rispondere di danno erariale.