«Io sto con Zancan», Ciambetti lancia hashtag

«Io sto con Zancan e non c’è niente da ridere»: è la presa di posizione del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che ha lanciato l’hashtag #nonc’ènientedaridere dopo che in tribunale Robertino Zancan, il gioielliere di Ponte di Nanto che il 3 febbraio aveva subito un tentativo di rapina, durante la quale uno dei rapinatori era rimasto ucciso da un colpo di fucile sparato da Graziano Stacchio, è stato deriso da un imputato. «È di pochi giorni fa l’ammonimento in chiarissimo stile mafioso della busta con due proiettili calibro 357 magnum indirizzata a Stacchio-Zancan – ha detto Ciambetti – e ora questo episodio inquietante in un’aula dei Tribunale in cui un imputato ride in faccia ad un uomo che s’è visto stravolgere la vita a causa di rapinatori e malviventi».

«Se penso alle polemiche dei giorni scorsi sulla legittima difesa – osserva Ciambetti – mi viene da pensare che le posizioni garantiste siano state lette da tanti delinquenti come ulteriore lasciapassare, l’ennesimo segnale di un via libera per far quello che si vuole: quel deridere in un’aula di giustizia è un fatto inaccettabile, una testimonianza di come la malavita si senta forte in uno stato debolissimo. C’è una cultura dell’impunità che va assolutamente fermata». Per il presidente dell’assemblea veneta «uno Stato è giusto e forte quando garantisce l’amministrazione della Giustizia, persegue i delinquenti, assicura sentenze equilibrate, fa scontare le pene e soprattutto tutela i cittadini i quali, non dimentichiamolo, pagano fior di tasse proprio per avere sicurezza, difesa e giustizia».