«Insegnate il veneto ai bambini, impareranno l’inglese»

Insegnare ai bambini a parlare il dialetto veneto perchè «chi fin da piccolo è abituato a parlare due lingue è più veloce nel “cambiare registro” e quindi vanta una maggior facilità nell’apprendere altre lingue», come ad esempio l’inglese. Questa l’esortazione ai genitori veneti della psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista Adelia Lucattini pubblicata sul sito dell’associazione Raixe Venete. Secondo la Lucattini i bambini che parlano due lingue riescono a «giocare creativamente con le parole e ad aprire delle nuove “caselle” in cui inserire insieme a parole diverse, nuovi concetti. (…) L’introduzione delle lingue minoritarie, impropriamente chiamate anche dialetti, nelle scuole – aggiunge -, oltre a tutelare il patrimonio linguistico e culturale delle popolazioni, con le loro specificità e differenze, può favorire il consolidamento di un vero e proprio bilinguismo o di acquisirlo nel caso il “dialetto” non fosse più parlato in famiglia, dal momento che i bambini imparano le lingue più facilmente e rapidamente degli adulti».

Dove il bilinguismo è una realtà consolidata (ad esempio tra le valli ladine del Trentino-Alto Adige), è la tesi della Lucattini, si riesce a venire incontro meglio alle mutate esigenze del mercato: «La valorizzazione dei dialetti e delle lingue locali parlate in molte regioni italiane – conclude la psicoanalista – apre quindi al mondo globalizzato in modo nuovo, preservando al tempo stesso l’identità che passa attraverso la lingua, le tradizioni, il rapporto tra le generazioni e facilitando l’apprendimento delle lingue “straniere”».

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