«Rivoglio i soldi da Veneto Banca o mi suicido»

È questo il proclama shock di un anziano signore durante il dibattito sulle popolari venete organizzato a Cassola da Asev e Vvox.it

«Vivo in povertà. Sono in fase di separazione. Non ho soldi per un eventuale funerale. E di tutto questo devo ringraziare Veneto Banca. Sto trattando la vendita della casa dove vivo perché non ho più i soldi per la manutenzione. Se per Natale non ho i miei soldi tento il suicidio». Sono queste le parole testuali di Primo De Marchi, un azionista trevigiano di Veneto Banca, colpito dal taglio del valore delle azioni dell’istituto di Montebelluna e dalla conseguente impossibilità di rivenderle per fare fronte ad una serei di gravi difficoltà personali. Parole shock pronunciate ieri a tarda sera durante il dibattito pubblico organizzato da Asev e Vvox.it sul destino delle popolari venete, Veneto Banca e BpVi.

La dichiarazione dell’anziano azionista ha lasciato per un attimo di stucco l’uditorio, quasi duecento persone assiepate, vano scale compreso, nella sala Alpha del Glamour hotel di Cassola, che ha ospitato il secondo di un ciclo di tre incontri dedicati al tema. Pochi secondi dopo sono giunti all’indirizzo dell’uomo attestati di vicinanza mentre una parte del pubblico, anche da fuori la sala accoratamente invitava l’anziano a desistere dai suoi propositi.

Il dramma dei suicidi in qualche modo riconducibili alle difficoltà finanziarie di tanti piccoli imprenditori, specie quando pesantemente indebitati con le banche, non è affatto nuovo nella regione che fu della Serenissima. L’argomento è stato affrontato anche durante il convegno di Cassola, visto il giogo cui sarebbero esposti molti fra piccoli imprenditori e risparmiatori, richiamato dall’intervento di uno dei relatori, Alfredo Belluco (in foto a destra; al centro Primo De Marchi), coordinatore di Confedercontribuenti Veneto, molto attiva nel denunciare «i comportamenti distorti del sistema bancario».

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