BpVi, anche Zonin “sapeva”

La scelta di erogare finanziamenti correlati all’acquisto di azioni «rispondeva a una precisa e voluta politica della società» e «la situazione porta a ritenere che tutti gli organismi della banca fossero a conoscenza». Così si legge nelle motivazioni del giudice del Tribunale di Vicenza che ha respinto la richiesta cautelare ante causam per tre ex dirigenti della Banca Popolare di Vicenza, l’ex dg Samuele Sorato e i due vice Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta. Niente colpa o dolo dei manager dunque. Al contrario il presidente BpVi, Gianni Zonin, aveva dichiarato il 5 settembre alla convention con i direttori di filiale al Teatro comunale di Vicenza che «il cda non sapeva».

Come ha anticipato il Sole 24 Ore, il tribunale ha anche riconosciuto ai tre ex dirigenti il diritto di percepire per intero la liquidazione. Metà della buonuscita concordata (2 milioni complessivi netti, per Sorato) era stata congelata dalla banca che si era rivolta al giudice del lavoro, con una richiesta cautelare di bloccare la liquidazione e di veder risarciti danni per 280 milioni, tra Sorato Piazzetta e Giustini.