Paralimpico, Padova e Abano in prima fila

Un movimento dai grandi numeri che si sta rapidamente organizzando. Pensare al paralimpico italiano significa avvicinarsi a un mondo dove l’aspetto sociale e medico va di pari passo a quello sportivo. E Padova e Abano, in questi ultimi anni, si stanno imponendo come punto di riferimento. Due i poli: l’Opera Immacolata Concezione (Oic) della Mandria di Padova e La Residence&Idrokinesis di Abano. Cominciamo da via Toblino dove è stato avviato il progetto Wheelchair Rugby che si prefigge di valutare i benefici psicofisici dell’attività sportiva negli atleti disabili con l’introduzione di metodologie innovative per l’allenamento grazie all’utilizzo di strumentazione all’avanguardia. I risultati che saranno ottenuti seguendo i raduni periodici della Nazionale paralimpica di rugby nell’arco di circa due anni, forniranno dati importanti per creare nuovi protocolli riabilitativi nelle gravi disabilità ed essere di stimolo a giovani che si trovassero in simili condizioni a intraprendere un’attività sportiva.

Molte le figure che saranno coinvolte nel progetto: la stessa Fondazione Oic, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, il Comitato Paralimpico Italiano, il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, la Scuola di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa, l’Azienda Ospedaliera di Padova e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. «La riabilitazione moderna della persona con disabilità si pone come obiettivo la realizzazione di tutti gli interventi necessari al raggiungimento del livello più elevato possibile di recupero funzionale», spiega il professor Stefano Masiero, direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa.

«Questa per Padova e l’intera Italia è una grande opportunità, unica nel suo genere. Saremo in grado di dimostrare scientificamente come è possibile migliorare la performance e la funzione di persone con disabilità cronica mediante l’esercizio fisico mirato. È un’occasione straordinaria per far conoscere a tante persone una modalità per superare la disabilità e migliorare la partecipazione sociale». Tra i problemi che il mondo paralimpico è chiamato ad affrontare c’è anche quello di poter disporre di professionisti specializzati nel trattare, non solo il disabile, ma soprattutto l’atleta disabile, cioè una persona che pratica attività sportiva spesso al limite della resistenza. Anche in questo caso la nostra provincia si sta mostrando all’avanguardia.

Punto di riferimento il centro di riabilitazione La Residence&Idrokinesis di Abano, che sempre più guarda al mondo sportivo paralimpico. Da qui la decizione di avviare una collaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma, importante istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, che da oltre cinquant’anni ha per oggetto l’esercizio e la promozione di attività sportive per i diversamente abili e di tutto ciò che in genere incrementi la pratica e lo sport per i diversamente abili, con le modalità e le finalità stabilite dal Comitato Italiano Paralimpico. Il Santa Lucia attualmente ha circa ottanta atleti, che formano squadre di diversamente abili che praticano ad altissimo livello tiro con l’arco, scherma, atletica leggera, nuoto, tennis tavolo, basket.

Medici del gruppo romano sono da ieri a Idrokinesis per una partneship che vede sempre più il più qualificato centro di riabilitazione in acqua termale aponense, diventare punto di riferimento per i disabili che praticano sport. In futuro è previsto anche la realizzazione di un progetto che aiuti i chirurghi ortopedici a razionalizzare i loro interventi in sala operatoria. Spesso, infatti, il medico si preoccupa di intervenire senra preoccuparsi dell’aspetto riabilitativo e, perché no, delle possibilità future sportive del paziente.

Gianfranco Natoli
“Padova e Abano diventano capitali del mondo paralimpico”
Il Mattino di Padova
17 novembre 2015