Venezia, #UnPontePerValeria

Un ponte tra culture, religioni, società: questo stava creando Valeria Solesin con il suo lavoro di volontaria e studentessa, prima che la sua vita venisse spezzata al Bataclan di Parigi, in quella notte di terrore. Alla Sorbonne studiava sociologia, si era occupata a lungo della correlazione tra famiglia e lavoro e del desiderio di avere figli in un’ottica comparativa tra Francia e Italia. E proprio per l’unione concreta che Valeria stava costruendo tra persone e tra città, tra la sua Venezia e la sua Parigi, è stata lanciato l’hashtag #UnPontePerValeria: l’iniziativa del Corriere del Veneto che propone di dedicarle un ponte nella sua città natale.

Primi ad aderire sono stati i genitori di Valeria, che già avevano parlato con gli amici dell’idea di ricordarla così: tra una calle, un campiello e un ponte è quest’ultimo luogo a simboleggiare al meglio il lavoro e l’impegno della figlia. E all’iniziativa, che ha avuto subito successo su twitter, hanno aderito in tanti. Immediato l’appoggio del sindaco Luigi Brugnaro, che ha già un’idea per il ponte da initolare: «penso a quello che stiamo realizzando tra la stazione ferroviaria e la sede di San Giobbe dell’università di Ca’ Foscari. Un luogo simbolico che mette insieme cultura, viaggi e conoscenza del mondo, tutti elementi che rappresentano la storia di Valeria».

Tags: ,