Banca del latte, finalmente anche a Vicenza!

Uno dei momenti  più delicati ed importanti per ogni mamma è sicuramente quello in cui, alla nascita del proprio figlio, deve attaccarlo al seno per iniziare ad allattarlo e a nutrirlo. Negli ultimi anni l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) ha “urlato” l’importanza dell’allattamento affermando che aiuta a migliorare la qualità della vita della mamma e del suo piccolo. La mamma, prima del parto, è sempre molto preoccupata e spera di riuscire nell’intento almeno per i primi sei mesi di vita del bambino. Ma ci sono altri timori da affrontare. Dal male che potranno sentire  al seno, all’incertezza che il piccolo non sappia attaccarsi al capezzolo nel modo giusto oppure che il proprio latte non sia sufficiente a nutrirlo e farlo crescere. Per chi è mamma ricorda quanto sia  particolarmente delicato il momento e come si sia incredibilmente più sensibili a riguardo. L’ansia per moltissime donne diventa una compagna di viaggio. Il tema è sempre stato attuale. Nel 1981 nasce in Francia la prima l’Association des Lactariums  che nel 1989  viene regolarizzata con una legge nazionale. Nel 1985 viene fondata in America la Huma Milk Bank Association of North America. Nel 1997 anche l’Inghilterra aderisce a questa campagna e nasce la United Kingdom Association for Milk Banking. In Italia invece nasceranno le prime Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) solo nel 2005. Anche se l’Italia è arrivata per ultima, oggi risulta essere la più attiva d’Europa: nel 2008 in Toscana è stata costituita la Rete Regionale delle Banche del Latte Umano Donato (ReBLUD), primo esempio per tutta Europa. Da novembre 2013 le Banche che operano sul territorio sono 32. Tra queste, nel 2014 il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ Ospedale di Vicenza di San Bortolo, con la Direzione dell’ospedale stesso, la Direzione della Centrale del Latte di Vicenza e la Fondazione San Bortolo, ha condiviso la volontà di realizzare anche a Vicenza una Banca del Latte, progetto che è andato in porto ed inaugurato il 17 novembre scorso.

I bambini di oggi che nascono prematuri e che si trovano al reparto Neonatale posso ricevere così il latte materno in tranquillità. Ovviamente le domande, i dubbi e le preoccupazioni delle mamme sono leciti. Ma l’iter che una nutrice deve fare per donare il proprio latte è meticoloso. Prima di diventare donatrice deve fare analisi molto accurate; deve risultare sana sia fisicamente che psicologicamente e una donna fumatrice facilmente verrà scartata. Il latte viene raccolto in idonei contenitori che poi dovranno essere messi in frigorifero a più 4 gradi;  si potranno fare delle aggiunte, ma il contenitore dovrà essere portato in ospedale non dopo le 24 ore. Esiste la possibilità di congelarlo mettendolo in freezer a meno 18 gradi e in tal caso il contenitore non si potrà più aprire sino all’uso effettivo. Ogni contenitore sarà etichettato con nome e cognome della donatrice e data del giorno in cui è stato inserito il latte nel recipiente. A Vicenza è stato aggiunto il servizio di ritiro a domicilio da parte del personale della Croce Bianca di Vicenza che lo consegna alla Centrale del Latte dove, nel laboratorio BLUD specializzato, verrà pastorizzato e congelato. Successivamente verrà riconsegnato al personale della Croce Bianca che lo porterà al personale della Patologia Neonatale che provvede a distribuirlo ai piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatale. Oggi le possibilità di dare latte materno ai neonati prematuri sono finalmente concrete.

I benefici che questi ne ricavano vanno dalla protezione delle vie respiratorie e intestinali, alla miglior acuità visiva; meno problemi dentali e riduzione del rischio di morte improvvisa in culla. Grazie ad un personale preparato e alla generosità di moltissime mamme che hanno molto latte, questo servizio aiuta ogni giorno tantissimi bambini a crescere in modo più sano e sereno.

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