Verona, Benetton punta su Fedrigoni

La holding Edizione della famiglia Benetton potrebbe presto formulare un’offerta per l’acquisizione del gruppo veronese Fedrigoni. A qualche mese dalle prime indiscrezioni la notizia sembra diventare solida. Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto i Benetton non sarebbero soli nell’operazione, ma sarebbero supportati anche dal fondo sovrano Gic di Singapore, secondo socio di Atlantia. Inoltre potrebbe entrare un terzo partecipante, ancora da individuare. Nonostante non arrivino commenti dagli uffici amministrativi del gruppo veronese si sa che la vendita era nell’aria da tempo sia per la volontà di far crescere l’azienda sul piano internazionale, sia per una delicata situazione interna dei soci: non ci sono eredi impegnati in azienda nella famiglia del presidente Alessandro Fedrigoni.

La nuova trattativa arriva anche dal tentativo fallito di quotazione in Borsa nel 2011 e nel 2014; tentativi sfumati nonostante la solidità di Fedrigoni, proprietaria delle storiche cartiere di Fabriano e ormai famosa per essersi specializzata come fornitore delle più grandi banche centrali per la produzione delle banconote. Negli anni della crisi l’azienda ha raggiunto i 900 milioni circa di ricavi. Dalla borsa si è passati alla ricerca di fondi d’investimento: qui entra in gioco Benetton, che con il fondo di Singapore risulta avere la stabilità e liquidità necessaria. E intanto Alessandro Benetton, che si occupa del ramo attività, ha chiuso la raccolta di capitali per il fondo italiano, che per i prossimi 5 anni avrà una disponibilità di 350 milioni di euro. «abbiamo chiuso il fondo ben al di sopra delle nostre aspettative e abbiamo anche dovuto rifiutare qualche investitore – fa sapere – Se fossimo diventati più grandi avremmo dovuto entrare in logiche finanziarie, noi vogliamo restare nell’ottica di investimenti industriali».

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