Ragazzi del terrore, plagiati da falsi profeti

Quanti giovani a rischio ci sono fra noi? Ora è il momento della verità (e della fine di ogni buonismo)

Sette obiettivi colpiti contemporaneamente a Parigi, sette kamikaze dopo aver seminato morte ed orrore si sono fatti esplodere; uno dei terroristi era arrivato da poco in Grecia su di un barcone di “rifugiati”. Ridimensioniamo. Quattro sbarbati, balordi francesi e un rifugiato, non hanno fatto nulla  di straordinario, hanno solo approfittato del livello di civiltà e di pacifica convivenza dell’Europa, per seminare morte tra i tavolini di bar, di ristoranti, in uno stadio di calcio ed in un teatro, colpendo vigliaccamente gente inerme, che si stava godendo una serata in tranquillità.

Che cosa abbiamo? Poveri ragazzotti, assassini senza futuro, soggiogati da imam esaltati e ubriacati da un credo che si presta a interpretazioni che non possono coesistere con il mondo civile. Sono tanto presi dal  ruolo che i “falsi profeti” hanno fatto credere loro, e ci hanno creduto, che morendo come “martiri suicidi” per l’Islam, poi avranno in premio sette vergini ciascuno. Poveracci, vittime di plagio. Ma quanti ce ne sono in giro per le nostre strade?

Per questo la situazione va affrontata con coraggio e chiarezza. E’ in gioco il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non è il caso di perdere la testa, pur in un momento di necessaria unità europea, dobbiamo però considerare che l’invasione va arrestata, e in ogni caso che i requisiti di rifugiato politico vanno verificati con assoluta urgenza. Gli altri vanno subito rispediti a casa loro. 

E’ il momento della verità, chi governa deve assumersi – cosa che non ha fatto fino ad ora – la responsabilità di affrontare l’emergenza con scelte coraggiose, anche se impopolari e criticate dai cretini che sostengono un “buonismo” di cui non possiamo pagare tutti lo scotto. Piangere non serve, perché in genere lo si fa sempre in ritardo.