Verona, profughi in parrocchia “adottati” da famiglie

«Noi diamo gli spazi e poi le famiglie della parrocchia “adottano” queste persone, alternandosi per preparare loro un pasto caldo». Così sul Corriere del Veneto don Giovanni Barlottini spiega il modello di accoglienza dei profughi adottato dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena (Verona). «Siamo arrivati in Italia l’anno scorso e abbiamo ottenuto da poco il permesso di soggiorno. Qui ci troviamo benissimo, la gente ci vuole davvero bene», raccontano con un sorriso Abdou e Gibril e Ammer, tre migranti da Senegal, Gambia e Pakistan ospitati nel quartiere di Saval.

All’appello, per ora, hanno risposto 43 famiglie che ogni sera si alternano per offrire un pasto caldo ai tre ospiti. «È vero che con una turnazione così ampia i ragazzi hanno poco tempo per conoscere tutti, ma a loro dico sempre che tutta questa gente testimonia quanto siano amati dal quartiere», spiega don Barlottini. E alle accuse di «pensare solo agli stranieri», risponde: «Qui abbiamo un sistema di adozione di vicinato per aiutare anche le famiglie meno agiate».

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