Verona, quadri rubati: per Sgarbi è «terrorismo»

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi offre una lettura netta del furto al museo di Castelvecchio (Verona), con due sole ipotesi secondo lui plausibili. «In prima battuta non escluderei un atto dimostrativo jihadista perchè questo furto è una vera e propria mutilazione, un disastro per l’arte italiana», ha detto Sgarbi all’Arena. «L’unica obiezione a questa ipotesi potrebbe essere il fatto che parlo influenzato dal momento, dalla situazione internazionale così tragicamente esasperata».

«In realtà – spiega il critico – come per Palmira, anche in questo caso si può leggere il desiderio di sfregio, la rivendicazione di un potere folle che distrugge la nostra cultura per annientare il mondo Occidentale. In alternativa dobbiamo pensare alla criminalità organizzata e in questo caso dobbiamo aspettarci la richiesta di un riscatto per la restituzione delle opere». Sgarbi esclude categoricamente che si tratti di un furto commissionato a vantaggio di un collezionista: «questa ipotesi non ha alcun senso».