Veneto, bene alternanza scuola-lavoro

È un dialogo che ha già buona tradizione, in Veneto, quello tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Un lungo esercizio che sta dando buoni frutti, a partire dall’alternanza scuola-lavoro, modalità didattica che integra istruzione e formazione “on the job”. Nell’anno scolastico 2014-2015 – secondo dati emersi a Job&Orienta a Verona – il 68% delle scuole secondarie di secondo grado del Veneto, ossia 136 scuole, ha realizzato percorsi di alternanza scuola-lavoro (rispetto alla media nazionale del 48,56%); 173 i percorsi realizzati e 44.476 gli studenti coinvolti, ossia il 40% degli alunni di quella fascia di età (a fronte del 10,36% media nazionale), pari a più del doppio rispetto ai 19.169 dell’anno precedente.

La fotografia è quella scattata dal monitoraggio dell’Ufficio Scolastico regionale per il Veneto, presentato in anteprima a Job&Orienta, salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro (conclusosi sabato alla Fiera di Verona). Numeri che dicono come la nostra regione non arrivi impreparata di fronte all’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro, sancita, a partire da quest’anno scolastico per le classi terze, dalla cosiddetta “Buona scuola” (legge 107). Si tratta di percorsi che avvicinano i ragazzi al mondo del lavoro (fino ad arrivare a forme di “impresa simulata”), contemplando momenti di formazione svolti in un contesto lavorativo: da quest’anno sono previste 400 ore complessive per ciascun triennio (terze, quarte e quinte) negli istituti tecnici e professionali, mentre 200 nei licei.