Natale, quando un figlio riaccende la magia

Routine e monotonia possono spegnere le tinte della vita. Ma la gioia di un bambino a Natale è un’esplosione di colori.

Negli ultimi anni, prima di avere mia figlia, il Natale era diventato un giorno come tanti altri… che tristezza se ci penso. E’ come se esistesse un confine tra l’essere bambino e il diventare adulto. Una linea sottile che una volta oltrepassata, modifica il valore di emozioni che sino ad allora avevano scaldato il cuore. Diventano sensazioni fredde per poi diventare quasi invisibili. Il Natale, prima di tre anni fa, era diventato per me un momento banale di ritrovo familiare, ricordato alcune settimane prime da case e strade vestite di luci colorate. Poi è venuta al mondo lei, mia figlia Ginevra e come per magia ha stravolto tutto, ha fatto riaffiorare certi sentimenti che avevo lasciato soffocare in chissà quale parte dello stomaco e del cuore. Natale a casa mia, oggi, arriva con un mese e mezzo di anticipo: se prima facevo l’albero una settimana prima del 25 dicembre, giusto per dire “l’ho fatto”, oggi è un pezzo di arredamento, acceso e colorato, sin da Novembre.

Il mio albero di Natale era di un solo colore. Palline, nastri, stelline e luci: tutto era bianco. Adesso sembra l’albero di Natale di carnevale. Ginevra ha voluto appendere di tutto: calze, lavoretti fatti all’asilo, fotografie di famiglia, palline che hanno come figure i suoi cartoni animati preferiti… E ovviamente la casa sembra un prototipo dello spazio in cui vendono prodotti per Natale dell’Ikea. Al muro è appeso il calendario dell’avvento, sparsi per casa vari Babbo Natale canterini e cuori luminosi, nastri e renne attaccate alla porta. Se mi avessero detto in passato che avrei addobbato la casa così, un giorno, non ci avrei mai creduto! Invece quando si hanno dei figli si cambia incredibilmente e tutti i tuoi «non farò mai così quando sarò genitore» ti fanno ridere soprattutto per la convinzione con cui lo dicevi.

Mia figlia, luci e albero a parte, ha smosso in me qualcosa di veramente unico come solo i bambini possono fare. Tutto è completamente diverso ed ha un valore aggiunto inestimabile. In periodi di riflessione come questo capisci che noi adulti siamo a rischio estinzione e perdita di identità se smettiamo di fare figli. E’ come se i bambini venissero al mondo con una missione: ricordarci chi siamo e quali sono le cose belle della vita. Mia figlia ha risvegliato i miei ricordi di bambina dove il Natale non era solo convenzione, ma un momento magico per prenderci del tempo da vivere e condividere con i nostri cari. Viviamo in un periodo difficile sotto tanti punti di vista e forse mai, come in questo momento, abbiamo bisogno di ricordarci come eravamo da bambini. Devo molto a mia figlia perché mentre la sto aiutando a crescere, lei mi sta ricordando le cose essenziali della vita, quali la semplicità e il volersi bene.

Ovviamente non ho ancora terminato di addobbare casa: ogni giorno s’inventa un addobbo nuovo da mettere da qualche parte e credo che per Natale avrò la casa che sembrerà un piccolo circo natalizio. Ma l’entusiasmo e la voglia di vivere che i bambini ti trasmettono è il più bel regalo di Natale al mondo che un adulto possa ricevere e noi abbiamo il dovere di farci travolgere da tutto il loro essere meraviglioso.

Tags: