Imprenditore vs BpVi, causa per 1 milione in azioni

«Il suo rifiuto non sarebbe gradito e potrebbe incrinare gli ottimi rapporti esistenti tra lei, la sua impresa e la banca». Così, secondo quanto riporta il Mattino, l’allora direttore della sede di Padova della Banca Popolare di Vicenza, aveva indotto, nell’ottobre del 2013, l’imprenditore veneziano Antonino Olivieri a comprare quote per 1 milione con un finanziamento della stessa banca. In seguito i funzionari della banca l’avevano convinto a finanziare l’aumento di capitale per altri 110 mila euro grazie a un secondo finanziamento.

Poi, con il crollo delle azioni nel 2015, Olivieri aveva chiesto spiegazioni ai vertici della banca senza tuttavia ottenere risposta. Due mesi fa inoltre, l’istituto gli ha addebitato ben 114 mila euro sul suo conto corrente per rientrare dal secondo finanziamento. Temendo che la banca gli chiedesse di rientrare anche dal primo (quello da un milione), l’imprenditore con il suo avvocato ha presentato ricorso al Tribunale di Venezia che ha firmato un provvedimento in suo favore. Il magistrato ha ordinato alla BpVi di sospendere qualsiasi addebito sul conto corrente dell’imprenditore veneziano e ha fissato l’udienza per oggi.

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