Bcc venete: «Renzi centralista»

«La riforma non l’hanno voluta fare, ci hanno chiesto un’autoriforma e noi le nostre proposte le abbiamo fatte: abbiamo presentato tutte le osservazioni e richieste. Ma non è successo ancora nulla». Questo il commento di Ilario Novella, presidente della Federazione delle Bcc venete, al Mattino di Padova. Ma per Novella i tempi sono maturi per la grande riforma del credito cooperativo: «dicono che a gennaio il governo procederà: e quindi ora è importante avere un documento su cui ragionare. Ad oggi siamo in attesa e questa attesa è fonte di disagio». «Mi aspetto che il governo decida sulla base di quello che abbiamo proposto – continua – Noi abbiamo una struttura che vogliamo sia rispettata». Intanto il premier Matteo Renzi ha avanzato per il credito cooperativo la proposta di adozione di un modello tipo Crédit Agricole.

«Crédit Agricole è una buona base di riferimento ma non è un modello simile al nostro – spiega Novella – Noi chiediamo invece che si tenga conto delle nostre differenze». «Noi abbiamo un’autonomia progressiva della banche che va in base allo stato di salute – porta ad esempio Novella – abbiamo proposto che l’autonomia sussista finché la banca è sana e gestisce la propria realtà in modo adeguato. In Crédit Agricole, invece, le banche sono delle succursali del Gruppo e non sono autonome». E se tempo fa il Veneto era diviso tra la proposta di un polo unico che sostiene Federcasse e il duopolio con Cassa centrale di Trento come attore, ora per Novella «è chiaro che dalle dichiarazioni di Renzi il governo vuole un unico polo».

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