Natale, i bambini insegnano: aiutare i bisognosi

Ormai ci siamo, è quasi Natale! Qualche tempo fa mia figlia mi ha fatto una richiesta che mi ha divertita molto, ma al tempo stesso riflettere. Ginevra frequenta una scuola materna cattolica e anche se ha iniziato solo da pochi mesi, ad oggi sa la preghiere e tutti i canti di chiesa o per lo meno, quelli più popolari. Sono felice della scelta che mio marito ed io abbiamo fatto, anche perché io stessa a suo tempo ho frequentato una scuola cattolica ed ho dei bellissimi ricordi. Detto questo, due settimane fa lei mi ha chiesto se per Natale era possibile comprare una torta con delle candeline. Le ho domandato il perché e Ginevra mi ha risposto: “Mamma, è il compleanno di Gesù!”. Lì per lì sono scoppiata a ridere ma lei mi ha “sgridata” dicendomi che non c’era nulla da ridere perché era molto seria.

Le ho promesso che avremmo comprato le candeline, la torta e che avremmo cantato tanti auguri a Gesù. Lei felice e contenta è tornata ai suoi giochi, io invece sono rimasta in cucina, immersa in questa nuova riflessione. Ciò che mi aveva fatto sorridere è stato che una bimba così piccola avesse dovuto ricordare a sua madre che il giorno di Natale non è il giorno di Babbo Natale, dei doni e dei pranzi e cene luminose con la famiglia, ma è il giorno in cui è nato Gesù. Il 25 dicembre ha un significato molto più profondo di quello che spesso noi ricordiamo. Il Cristianesimo è una tra le religioni più praticate al mondo eppure la nostra società ne ha soffocato il significato per lasciare spazio al consumismo. Ed oggi, è mia figlia di tre anni a ricordarmi il senso reale del Natale, sembra quasi un controsenso, ma è ciò che è accaduto.

Ho cercato di capire che cosa potessi fare per recuperare a questa mia mancanza, cercando di cambiare abitudini e ragionamenti che vanno a pari passo con una società il cui obiettivo è quello di far girare l’economia. Ho deciso che con Ginevra avremo fatto alcune cose per tornare a dare il giusto significato al Natale. Abbiamo deciso che durante il pranzo natalizio lei canterà una canzone di Natale per fare una bella sorpresa a tutto il resto della famiglia. In secondo luogo le ho fatto vedere un filmato di alcuni bambini africani spiegandole che non tutti i bimbi sono fortunati come lei e che è nostro dovere aiutare chi sta peggio di noi.

La sua domanda è arrivata spontanea e diretta come di prassi: “In che modo mamma?”. Le ho chiesto se era disponibile a donare un po’ dei suoi giocattoli e dei suoi vestiti a quei bambini che ne avevano bisogno. Lei è rimasta in silenzio per un po’ e poi mi ha detto: “Va bene mamma”. E’ stato un momento molto forte per lei, perché per bimba di tre anni non è certo semplice capire e scegliere di donare cose esclusivamente sue. “Mamma, mi dispiace ma se è per i bambini che ne hanno bisogno, lo faccio volentieri” mi ha detto molto dolcemente. L’altro giorno abbiamo spedito tutto ad una associazione che provvederà a portare i nostri doni e ho preparato una busta con del denaro all’interno. Ginevra ed io abbiamo deciso che per rendere  più magico il compleanno di Gesù, ogni anno  faremo qualcosa per aiutare nel nostro piccolo i bambini che ne hanno più bisogno.

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