Dal Molin, Cristiani per la Pace non mollano

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei Cristiani per la Pace di Vicenza sulla base Dal Molin

La campagna “Accessi al Dal Molin e tangenziale di Vicenza: verso la class action?” che abbiamo lanciato sul settimanale diocesano il 23 aprile 2014 con l’incontro del 21 dicembre scorso con il vice prefetto è arrivata ad un punto di svolta. La storia recente di Vicenza è fatta, purtroppo, anche di “regali avvelenati” come il Dal Molin e il nuovo tribunale che si è portato in dote lo scempio di Borgo Berga sul quale stanno indagando procura, Corte dei conti e l’Anac di Cantone: non vogliamo che questa storia si ripeta nuovamente a Vicenza.

Accompagnati dai rappresentanti di Legambiente di Vicenza e Monticello C. Otto, Osservatorio Urbano Territoriale e Comitato Pomari abbiamo portato al prefetto nuova documentazione che, relativamente alla viabilità di accesso al Dal Molin, evidenzia la crescita del rischio dei contenziosi peraltro già paventati anche dal sindaco Variati sulla stampa locale dell’8 dicembre. Abbiamo chiesto: «dato che l’accesso al Dal Molin mediante la tangenziale serve senz’altro agli americani, se – come molti comitati sostengono – dovesse risultare che il progetto della tangenziale di Anas fosse “fuorilegge” e venisse bloccato da un ricorso, potrebbero esserci ripercussioni anche nelle relazioni Italia-USA?».

Tangenziale di Vicenza, nuova viabilità in viale Ferrarin, parco della pace: si tratta di tre interventi che chiamano direttamente in causa la presenza militare statunitense a Vicenza e il rapporto con la città che – volente o nolente – non solo gli ospita, ma che con loro condivide anche i rischi legati al terrorismo. Vicentini e statunitensi non hanno nessun interesse a veder crescere nuove tensioni in città. Inoltre, «i vicentini – scriveva il Consiglio pastorale diocesano nel comunicato sul caso Dal Molin del 25 febbraio 2007 – hanno diritto di essere informati e coinvolti, di partecipare alle sorti della propria città».

Come passare, finalmente, dalle esortazioni ai fatti? Come già con le lettere aperte inviate al Presidente Mattarella e a Michelle Obama, abbiamo invitato anche il prefetto ad attivarsi con urgenza per quanto di sua competenza e responsabilità relativamente agli accessi al Dal Molin. Con l’occasione abbiamo dato preavviso al prefetto delle nostre prossime pubbliche iniziative – anche di moral suasion – sulle quali ci apprestiamo a chiedere il sostegno di singoli e comitati.

Cristiani per la Pace