Veneto, cresce turismo. Grazie alla paura

Per il turismo veneto le vacanze natalizie si sono chiuse con un generale segno positivo. «Il verdetto è chiaro – spiega sul Giornale di Vicenza il presidente di Federalberghi Marco Michielli -: è andata meglio dell’anno scorso, su tutta la linea. Il ragionamento non può riguarda il mare, dove le strutture d’inverno sono chiuse. I segni più hanno caratterizzato sia le città d’arte, Venezia in testa, sia la montagna, nonostante la mancanza di neve, ma anche le terme e il lago di Garda. E, dall’analisi che avviamo svolto, anche gli albergatori si sono dichiarati soddisfatti». «L’andamento complessivo delle presenze turistiche nelle strutture ricettive associate all’Ava si attesta attorno all’85-90%, maggiore rispetto a quello dello scorso anno. Un segnale che fa ben sperare riguardo al 2016», dice invece Vittorio Bonacini, presidente dell’Ava, che riunisce 350 strutture ricettive a Venezia e in provincia.

Ma per Michielli il trend positivo è comunque legato alla situazione internazionale: «tra terrorismo, paura di prendere gli aerei, il Mediterraneo chiuso al turismo, buona parte degli italiani che tradizionalmente passavano le festività oltre confine sono rimasti. Non commettiamo allora l’errore di interpretare queste cifre come un segnale di inversione di tendenza legato ad un recupero di appeal e competitività rispetto alla concorrenza internazionale».