S. Zenone (Tv), leader islamico: «siamo tutti in pericolo»

«Redjep è un uomo onesto. Siamo tutti sorpresi di quello che gli è accaduto. E preoccupati. Perché se basta così poco per essere cacciati da un Paese nel quale lavoriamo e ci comportiamo bene da anni, siamo tutti in pericolo». Lo dice al Corriere del Veneto il presidente dell’associazione islamica “Fratellanza” di San Zenone degli Ezzelini (Treviso) Samir Payasitovski in relazione all’arresto del macedone Redjep Ljimani indagato dagli inquirenti per attività legate all’integralismo islamico e per la vicinanza ad ambienti legati alla dottrina salafita.

Secondo Payasitovski, il 39enne ha pagato per le dichiarazioni che il figlio di 8 anni aveva fatto a scuola a novembre, inneggiando all’Isis e agli attentati di Parigi. «Ne avevamo parlato subito dopo – spiega -. Quelle frasi il figlio le ha sentite da un compagno di scuola o in televisione. Le ha ripetute solo perché è un bambino. Redjep non è un integralista è solo un fedele dell’Islam». Redjep lavorava alla Impianti Spa di Castelfranco, la stessa azienda nella quale lavora Lotfi Khedhiri il padre di Sonia, ragazza tunisina inserita nella lista di sospetti “foreign fighters” dileguatisi dal Paese probabilmente per arruolarsi frale file dell’Isis.

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