Verona, botte ai gay a Capodanno

«Avevo finito le sigarette e ci siamo fermati al distributore di sigarette, credo di aver dato un bacio al mio compagno davanti alla macchinetta e da dietro ho sentito urlare “froci di merda”. Lì per lì ho pensato a uno scherzo. Ma non era così. Il gruppo ci si è avvicinato, in particolare un ragazzo alto almeno 1.90, con un cappellino sulla testa che mi ha mollato un pugno in un occhio, mentre un altro da dietro mi ha colpito alle gambe». Questo il racconto di una vittima di un’aggressione omofoba avvenuta la notte di Capodanno a Verona in corso Porta Nuova.

«Durante l’aggressione hanno continuato a offendere con frasi che credo non si possano riportare sul giornale. Mi dicevano che mia madre si doveva vergognare di avere un figlio così. A un certo punto il mio compagno mi ha trascinato via, non capivo più niente, ma non avevo alcuna intenzione di prenderle e basta. In tutto erano sei o sette – aggiunge -. Sui vent’anni direi e senza accenti particolari, quindi presumo veronesi. Io vengo da fuori, ma da mesi lavoro in città, riconosco la cadenza. Due quelli che hanno mosso le mani. Credo fossero fascistelli e per altro anche fatti. Davvero non credevo potessero accadere simili cose. Sono gay dichiarato, non ho mai avuto alcun genere di problemi per questo. Dopo l’aggressione abbiamo chiamato i carabinieri che sono stati gentilissimi e ci tengo a dirlo (…) È stata un’esperienza violenta, un’aggressione ingiustificata. Ho informato l’Arcigay, è giusto che si sappia quanto è successo a me». All’uomo, che ha sporto denuncia contro ignoti, sono stati dati una dozzina di giorni di prognosi. L’Arcigay si costituirà infine parte civile.

Tags: ,