Vicenza, i prof: 10 profughi in ogni scuola

“Prima la vita, per tutti”. È il nome del progetto proposto da alcuni docenti dell’istituto tecnico Rossi di Vicenza per permettere da 2 a 10 richiedenti asilo di svolgere piccoli lavori di pulizia e manutenzione in ogni scuola e anche di partecipare alle lezioni. «Non si tratta però di un progetto buonista – avverte sul Giornale di Vicenza Silvano Caveggion, insegnante di fisica all’iti e militante nei Corpi civili di pace – ma di un’operazione inedita, mai sperimentata prima in Italia, destinata a migliorare la vita di tutti riconoscendo alla scuola una fondamentale funzione educativa». Con l’inserimento negli istituti superiori, spiega, i rifugiati uscirebbero dalle strutture di accoglienza per venire occupati in lavori socialmente utili e apprenderebbero la lingua italiana facilitando il processo di integrazione.

I migranti più giovani potrebbero essere inseriti in classe accanto agli studenti regolarmente iscritti i quali verrebbero così sensibilizzati su storie e drammi personali legati all’immigrazione. La bozza del progetto è stata inviata a Comune e Prefettura che non si sono però ancora espressi. Incontri sono previsti nei prossimi giorni con i presidi di alcuni istituti scolastici disponibili ad avviare la sperimentazione. Tuttavia l’Ufficio scolastico frena: «le scuole hanno il dovere di accogliere anche i clandestini a patto che i numeri lo consentano e ci sia una regolare domanda di iscrizione da parte della famiglia dell’alunno», spiega il dirigente Giorgio Corà.

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