Padova, Pd spaccato su unioni civili

Il Pd padovano torna a spaccarsi sul tema delle unioni civili per le coppie gay. Pomo della discordia è la cosiddetta “stepchild adoption”, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner nato da una precedente unione, da fecondazione assistita o da gestazione per altri. La parte cattolica del partito vorrebbe stralciarlo dalla legge in discussione al Senato trasformandolo in un “affido rafforzato”. Così i due senatori padovani “malpancisti” Giorgio Santini e Gianpiero Dalla Zuanna, sono stati inseriti nella lista del portale gay.it per un’operazione di “mail bombing”, ovvero la pratica di inviare una “valanga” di messaggi ai politici per contestare una loro scelta. «Una vera e propria lista di proscrizione – si lamenta sul Mattino Dalla Zuanna – Non accetto questi metodi fascisti».

Mala linea del premier Matteo Renzi è quella di tirare dritto con la legge Cirinnà così com’è e lasciare libertà di coscienza al momento del voto. «Sarebbe una follia per il Pd non cogliere la richiesta di normale modernità che arriva dal Paese», dice Massimo Bettin, segretario provinciale. «La società è già più avanti della politica. È il momento di avere coraggio», aggiunge il segretario cittadino Antonio Bressa». «Già oggi migliaia di bambini vivono in famiglie non tradizionali: è solo ipocrisia non riconoscerlo», gli fa eco il consigliere regionale Piero Ruzzante. Ma il più duro è Alessandro Zan, deputato del Pd e militante gay: «chi ha una posizione diversa dalla linea del partito, si pone fuori dal Pd».