Treviso Gay Pride, Manildo: «parola d’ordine sobrietà»

«Sarà un’occasione di crescita e promozione per la città», dicono gli organizzatori del comitato per il Gay pride Triveneto a Treviso, dopo l’incontro con il Comune avvenuto ieri. Più cauto il sindaco Giovanni Manildo: «valuteremo quando avremo il programma». Un tema delicato per l’amministrazione Pd che ha una forte componente cattolica e in cui non mancano resistenze, anche in vista della manifestazione delle famiglie arcobaleno che chiedono l’approvazione del Ddl sulla stepchild adoption in discussione a Roma. Appuntamento che dovrebbe coinvolgere appunto anche la città di Treviso.

«Valuteremo quando ci verranno presentate le proposte, dal programma di avvicinamento alla festa conclusiva – ha detto quindi Manildo al Giornale di Vicenza – abbiamo iniziato a porre le basi per un dialogo serio», spiegando che la parola d’ordine per il Gay Pride Triveneto dovrà essere «sobrietà». «Possiamo già definirlo un dialogo rilassato e costruttivo – ha commentato il Comitato pride 2016 – siamo fiduciosi di poter sviluppare con la collaborazione del Comune un vero progetto tematico, un calendario ricco e di alto profilo fatto di eventi e iniziative che miri alla crescita civile e sociale dei trevigiana all’insegna dell’inclusione».